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13 gennaio 2010A cura di:Giorgio Piccitto

Catturato El Teo, tra i più ricercati narcotrafficanti d’America

El Teo narcotrafficante 300x199 Catturato El Teo, tra i più ricercati narcotrafficanti dAmericaLa guerra contro il crimine del presidente del Messico Felipe Calderon nell’ultimo mese ha portato a ben tre grandi arresti; l’ultimo, avvenuto ieri, è il più importante di tutti.

Teodoro Garcia Simental, detto El Teo, era uno dei narcotrafficanti più ricercati e considerato uno dei più efferati in assoluto; il criminale, che operava nell’area di Tijuana, città messicana al confine con gli USA, è considerato il mandante di oltre trecento omicidi e si pensa fosse dietro l’escalation di violenza che in questo ultimo periodo aveva interessato la zona di confine.

Nonostante ben 45.000 uomini siano impegnati nella guerra contro il crimine, in tre anni di mandato Calderon non ha ottenuto grandi successi e questo arresto rappresenta per il presidente una grande, e necessaria, vittoria politica.

“Questo fatto è molto importante per la Baja California e particolarmente per Tijuana, a causa delle tendenze violente mostrate da “El Teo” e dalla sua organizzazione”, dice David Shirk, professore dell’Università di San Diego, città californiana subito dopo il confine messicano.

Membri delle forze di polizia hanno confermato alla stampa l’arresto e hanno reso noto che è avvenuto alle 5 di mattina a La Paz, capoluogo della Baja California.

Garcia Simental, numero 24 nella lista dei criminali più ricercati del Messico, ha ordinato numerosi omicidi efferati, addirittura utilizzando sistemi medievaleggianti come il taglio della testa. I corpi, poi, venivano sciolti nella soda caustica.

La taglia di El Teo era di 2,1 milioni di dollari ed il criminale arrestato è il terzo narcotrafficante neutralizzato in meno di un mese. Lo scorso 16 dicembre le autorità messicane hanno ucciso Arturo Beltran Leyva a Cuernavaca, a sud di Città del Messico, e due settimane dopo hanno arrestato il fratello Carlos Beltran Leyva.

Secondo Javier Oliva Posada, un esperto di sicurezza alla University Nazionale Autonoma del Messico, “I “capos” sono molto importanti nella struttura delle bande. Ma molte persone iniziano a sostituirli. È solo una persona.”

Secondo i critici, finché l’amministrazione di Calderon non andrà a bloccare i fondi sospetti e a gestire le problematiche sociali che portano i messicani ad entrare nelle bande di trafficanti di droga, il problema non si risolverà, nemmeno con arresti brillanti.

Addirittura gli arresti potrebbero istigare a nuova violenza, basta pensare al fatto che lo stesso El Teo si era staccato dalla banda di Arellano Felix dopo che il suo capo era stato arrestato, e la violenza non ha fatto che aumentare, mentre Simental formava la sua banda, forse alleata con il potentissimo gruppo Sinaloa.

Anche se non è ben noto con chi e per chi lavorasse El Teo, questo arresto ha sicuramente destabilizzato le bande che operano nella zona e nonostante il rischio di nuova violenza nella guerra di successione sia assolutamente reale, il bliz rimane un’ottima mossa nella lunga partita a scacchi contro il crimine organizzato.

Lo scacco matto, se mai ci sarà, è ancora comunque molto lontano.


Sebastiano Destri