Il punto interrogativo è d’obbligo perché quando si parla di novità in campo medico-scientifico è sempre buona norma essere prudenti per non creare illusioni , ma la scoperta del prof. Paolo Zamboni, ricercatore dell’Università di Ferrara, sembra destinata a far registrare un importante passo avanti nella lotta alla sclerosi multipla.
La nuova speranza per le persone affette dalla malattia arriva dall’Italia e sta facendo il giro del mondo.
Zamboni, 53 anni, direttore del centro malattie vascolari dell'università di Ferrara ha scoperto la malattia vascolare CCSVI, sigla inglese per Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che risulta essere presente almeno nel 90 per cento delle persone affette da sclerosi multipla.
Lo studio ha affermato una possibile correlazione tra l’insufficienza cerebrospinale venosa cronica che colpisce le vene cerebrali, e la possibilità che chi ne soffre possa sviluppare la sclerosi multipla.
Il ricercatore spiega: «Questi malati hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione è che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito perché non si trovano all'interno del cranio, ma all'esterno, nel collo e nel torace, molto più vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema è peculiare della sclerosi multipla».
L'ostruzione venosa impedisce al sangue di scorrere normalmente nel cervello, e questo, secondo il professore ferrarese provoca depositi di ferro, danneggiando il tessuto cerebrale ed i neuroni.
Facile da diagnosticare ( basta ricorrere ad un ecodoppler speciale), la CCSVI si cura con un piccolo e semplice trattamento endovascolare , in regime di day hospital.
«Con una puntura endovenosa si fa navigare un catetere nelle vene del paziente. Quando le raggiunge gonfia un palloncino che permette di dilatarle. Questa terapia riduce le ricadute, il numero di lesioni cerebrali e spinali, migliorando la qualità della vita».
Da anni l’equipe di Zamboni, in collaborazione con Fabrizio Salvi, neurologo dell’ospedale Bellaria di Bologna, porta avanti la ricerca che ha preso il via quando si è notato che la Ccsvi ricorreva in tutti i malati di sclerosi multipla e che il trattamento, battezzato come “Intervento di liberazione” mostrava una riduzione del numero di ricadute di malattia, una netta riduzione del numero di lesioni attive cerebrali e spinali con un sensibile miglioramento complessivo della qualità della vita dei malati di sclerosi multipla.
La notizia ha avuto fortissimo risalto in tutto il mondo, in particolare in Canada dove, dopo un’iniziale scetticismo, la Multiple Sclerosis Society of Canada ha aperto le porte allo studio del professore italiano e negli Stati Uniti, mentre in Italia sono ancora in pochi ad avere dato risalto alla scoperta.
Francesca Ceci
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Facile da diagnosticare ( basta ricorrere ad un ecodoppler speciale), la CCSVI si cura con un piccolo e semplice trattamento endovascolare , in regime di day hospital.
«Con una puntura endovenosa si fa navigare un catetere nelle vene del paziente. Quando le raggiunge gonfia un palloncino che permette di dilatarle. Questa terapia riduce le ricadute, il numero di lesioni cerebrali e spinali, migliorando la qualità della vita».
Da anni l’equipe di Zamboni, in collaborazione con Fabrizio Salvi, neurologo dell’ospedale Bellaria di Bologna, porta avanti la ricerca che ha preso il via quando si è notato che la Ccsvi ricorreva in tutti i malati di sclerosi multipla e che il trattamento, battezzato come “Intervento di liberazione” mostrava una riduzione del numero di ricadute di malattia, una netta riduzione del numero di lesioni attive cerebrali e spinali con un sensibile miglioramento complessivo della qualità della vita dei malati di sclerosi multipla.
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questo è solo un’altro tassello che si aggiunge al nostro puzzle di speranza
Grazie per questo articolo che fa capire cos’è la CCSVI in parole alla portata di tutti! Grazie!
Grazie ragazzi! Come non detto!
Gentilissa Francesca Ceci,
grazie la par-condicio è salva.
FANTASTICOOOOO!!!! GRAZIE!
La ringrazio tanto per questo articolo
cordialmente
Cinzia
A Vicenza, sabato c’è stato un interressantissimo convegno organizzato da”associazione SMuovilavita (http://www.smuovilavita.it/CCSVI-Insufficienza-Venosa-Cronica-Cerebrospinale) sulla CCSVI tenuto dagli stessi scopritori Zamboni e Salvi. Incredibile! Questa è davvero la nostra strada!
Grazie per l’articolo! Forza con la ricerca italiana, non lasciamo scappare i nostri cervelloni!
CCSVI e SM: video del Convegno a Vicenza
Sono passate poche ore dal termine dell’interessante Convegno a Vicenza, organizzato da Fondazione Smuovilavita, sul tema CCSVI e Sclerosi Multipla, a cui erano presenti i dott. Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, e com’era prevedibile data la grande attenzione e speranza delle centinaia di malati presenti, su Internet sono già disponibili alcuni spezzoni video dell’evento.
http://www.sclerosi.org/video-convegno-CCSVI
Interessanti informazioni e discussioni in FaceBook!
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fj.mp%2F7QhD4z&h=c14cdf1075883d02af1622be5ff6f77c