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19 gennaio 2010A cura di:Giorgio Piccitto

Sport alternativo: l’orienteering

Appassionati di sport, volete provare qualcosa di particolare che metta alla prova le vostre capacità di orientamento? Potrebbe esservi molto utile testare le vostre abilità. Vi serviranno solo una bussola e una carta topografica. La disciplina che sto per descrivervi si chiama per l’appunto Orienteering, ed è diffusa in tutto il mondo. E’ di origine scandinava e conta attualmente oltre 3.000.000 di praticanti. Nasce infatti in Norvegia nel lontano 1897, poi conobbe una buona diffusione nel Nord Europa. Venne conosciuta anche in Italia solo nel 1974, quando venne disputata la prima gara in Trentino Alto Adige. Di che cosa si tratta, sostanzialmente? E’ una prova di Orienteering pair 300x218 Sport alternativo: lorienteeringorientamento, nella quale il partecipante deve seguire un percorso descritto su una cartina dotata di segni convenzionali universalmente riconosciuti per questo sport. I punti da raggiungere (in ordine da rispettare) sono contrassegnati da un indicatore (la “lanterna”) e vanno raggiunti individuando il percorso più breve. Una volta raggiunto il punto di controllo, bisognerà marcare il cartellino in dotazione con il punzone che si troverà sul posto. La vittoria viene assegnata a chi compie questi percorso nel minor tempo possibile. Ovviamente chi è dotato di un buon senso di orientamento si arrischierà ad effettuare tagli di percorso ad esempio nei boschi, mentre chi non si sente particolarmente sicuro delle proprie capacità seguirà più rigidamente il sentiero segnato sulla cartina e dovrà contare maggiormente sulla velocità e sulla forza fisica. Questa disciplina è ideale da svolgere in montagna, nei boschi, nelle zone a stretto contatto con la natura. E’ un’ottima occasione per passare giornate all’aria aperta ed è praticabile tutto l’anno (tempo permettendo).

Oltre all’Orienteering a piedi, ve ne sono altre varianti che meritano di essere menzionate: si può infatti praticare anche in mountain-bike, oppure facendo sci di fondo; infine l’orientamento di precisione, nel quale il concorrente deve segnalare il riconoscimento del punto esatto dove sono dislocate le lanterne sul proprio testimone di gara. Quest’ultima categoria riconosce maggiormente la precisione che la velocità, infatti è adatta anche a chi soffre di disturbi motori. Il tempo impiegato è ininfluente.

Elaine Tralli