“I rastrellamenti lasc
iamoli stare”. Così il ministro delle Riforme Umberto Bossi risponde all’europarlamentare leghista Matteo Salvini che, in seguito alle violenze di Milano in via Padova dopo l’omicidio di un immigrato egiziano, aveva affermato che bisognava andare casa per casa per le espulsioni. Anche il ministro Maroni è contrario ai blitz («si tratta di un problema sociale»). Mentre il ministro Sacconi annuncia la presentazione di un piano nazionale al governo proprio sull’integrazione, il sindaco Moratti dice no a Salvini che ha anche proposto lo stop per un anno alla vendita di immobili e negozi agli stranieri.
Bossi ha aggiunto: «avete presente cosa sono stati gli anni scorsi? Sono arrivate montagne di immigrati. È possibile continuare così?». Quindi a proposito delle critiche del centrosinistra sulla politica del governo: «anche io critico la sinistra che ha fatto arrivare montagne di immigrati senza casa così poi sono nati i quartieri ghetto. Se Bersani ha ragione vincerà le elezioni, se ha torto le perderà».
No ai blitz per il ministro dell’Interno Roberto Maroni secondo il quale i clandestini vanno espulsi, ma non si risolve un problema come via Padova, dove «non vedo il rischio di banlieue», con le camionette. A Milano, ha detto il ministro in una intervista al Corriere della Sera, bisogna «gestire un problema sociale ed evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere e definire le condizioni per cui un extracomunitario regolare possa integrarsi davvero».
«Non serve un’azione di forza – ha detto – la parola rastrellamenti non la voglio sentire: qui c’è da gestire un problema sociale». A Pier Luigi Bersani Maroni replica: «Sarebbe facile rispondere che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano 7mila e nel 2009 li abbiamo ridotti a 3mila. Ma vorrei evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica – conclude – non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale».
Il sindaco Letizia Moratti frena Salvini, che chiede di fermare per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extrcomunitari («siamo in una società fatta di libero mercato») e chiede che la magistratura collabori «per un iter procedurale che consenta l’espulsione in tempi rapidi».
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, invece, in un’intervista al Giornale il, accusa la sinistra di «una politica di indiscriminata accoglienza» e parla di una «una magistratura che a volte boicotta la Bossi-Fini».
Casini: coniugare pugno duro con accoglienza. «Sono 15 anni che Berlusconi e la Lega governano e i problemi dell’immigrazione sono ancora tutti lì – afferma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ai microfoni del Tg2 - Non è con i medici-spia, con i professori-spia, con le ronde e con i rastrellamenti che si risolvono i problemi. La ricetta è una: coniugare l’accoglienza per gli onesti con il pugno duro per i disonesti». Rfierendosi ai fatti di via Padova, Casini, a margine di una presentazione alla Pontificia Università Lateranense, ha aggiunto: «Se la Lega li utilizza e li ha utilizzati fino ad oggi per avere qualche voto in più non è un buon motivo per imitarla».
Secondo Anna Finocchiaro il «buon senso» mostrato da Maroni, non è mostrato da «altri esponenti della maggioranza che continuano a gridare e a fare propaganda». Dopo le parole del ministro, dice la Finocchiaro «servono atti e gesti concreti da parte del governo».
Stasera fiaccolata, riunione in questura. Riunione in Questura, per organizzare il servizio di ordine pubblico in occasione, stasera, di una fiaccolata in piazzale Loreto, all’inizio di via Padova. La manifestazione non è stata preavvisata alla Questura ma è stata riportata dai giornali, e da più parti sono stati espressi timori sull’opportunità di un corteo in questo momento di tensione. Intanto, nella via più multietnica di Milano prosegue il pattugliamento di uomini e mezzi di polizia, carabinieri e vigili, che vanno su e giù con Volanti e furgoni.
Manuela Vegezio




















