[caption id="attachment_71499" align="alignleft" width="300" caption="Il monastero salesiano "Don Rua" nella città di 's-Heerenberg, in Olanda"][/caption]
's-Heerenberg, una cittadina olandese al confine con la Germania, situata nella Provincia di Gelderland, è il luogo in cui si trova la scuola cattolica incriminata. Le violenze oggetto dell’indagine risalgono alla seconda metà del Novecento. Sebbene siano passati quasi 50 anni, l’eventuale conferma delle avvenute molestie sui bambini causerebbe non poco scompiglio all’interno delle gerarchie ecclesiastiche olandesi.
Tre preti, docenti dell'istituto religioso scolastico, affiliato al monastero “Don Rua” dei Padri Salesiani di Don Bosco negli anni '60 e '70, due dei quali ancora vivi, avrebbero molestato sessualmente e ripetutamente almeno tre studenti. A riportare questa notizia è la stampa locale olandese che, secondo testimonianze raccolte, avrebbe prove di ciò che è avvenuto in quel tempo. Molte indagini seguiranno, ma l’insinuazione del tarlo del dubbio è pericolosa e può avere un effetto devastante sull’opinione pubblica.
Una confessione giunge direttamente da un ex-studente del collegio religioso. Janne Geraets, ora 57enne, ha rivelato di aver subito ripetutamente abusi sessuali all’età di 11 anni, per mano di un sacerdote che adesso ha 98 anni. Il ragazzo era all’interno della scuola nella speranza di diventare un missionario, ma una notte, con la scusa di somministrargli un farmaco per il mal di gola, un sacerdote ha allungato le mani sul suo corpo innocente. Dopo l’accaduto, lui racconta di essere tornato al letto con una grande confusione. Il giorno dopo, il prete disse al giovane che quell’incidente non aveva alcuna importanza, dandogli l’assoluzione da ogni peccato. Gravi affermazioni, ma sono solo le prime a venire fuori.
In aggiunta, uno degli insegnanti della stessa scuola nel 1994 era stato sospeso dall’incarico per presunti abusi su un bambino. Alcuni membri dell’ordine scolastico hanno confermato l’esistenza del problema riguardante la pedofilia, affermando che il problema fu discusso internamente, ma non partirono mai delle indagini.
La Società Salesiana era stata fondata nel 19° secolo da Don Bosco per aiutare i giovani,specialmente i più poveri, e per garantire una corretta educazione ai ragazzi orientati al sacerdozio. La scuola ospitava annualmente oltre cento ragazzi di età compresa tra 12 e 18 anni, all’interno di quattro grandi dormitori.
I vertici della Chiesa locale e l’attuale vescovo di Rotterdam, Ad van Luyn, insegnante nell’istituto salesiano ai tempi delle violenze, si sono astenuti dal commentare la notizia, evitando di rilasciare qualsiasi dichiarazione in merito alla vicenda.
Emanuele Ballacci
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La pedofilia non è circoscrivibile ad un solo paese e ad un unico periodo particolare, come continuano a blaterare gli oligarchi della monarchia vaticana, sapendo di mentire. D’altronde essi sanno benissimo di poter contare sui “credini” e gli “iddioti”, termini illustrati da Piergiorgio Odifreddi nel libro Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). E noi aggiungiamo fedioti o fedenti, ossia tutti coloro che credono al loro dio, confidando in maniera passiva nelle parole divine e infallibili dei suoi sacerdoti. E tuttavia, il problema è ancor più occulto, più profondo: celando le pulsioni maniacali della pedofilia clericale, la Chiesa non cerca di difendere soltanto la sua eticità internazionale. Essa difende in tal modo il suo più oscuro retaggio, il suo fosco segreto “iniziatico”, consistente nel SACRIFICIO DELL’INNOCENTE, di cui è zeppa la sua tragica leggenda bimillenaria. Chi vorrebbe ascrivere la devianza pederastica clericale del sesso al celibato, individua soltanto la superficie del problema, dimenticando che la mancanza di una compagna, indurrebbe semmai a ricercare un rapporto con altre donne e non con bimbi, la cui età è delicatamente sospesa tra i 6 e i 12 anni.