Valerio Scanu: un segno della croce per superare la paura di Sanremo

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Di che pasta sia fatto l'ex concorrente di Amici, Valerio Scanu, lo si capisce immediatamente dalle parole pacate utilizzate per rispondere alle tante interviste che ha rilasciato nelle settimane precedenti all'inizio del festival di Sanremo. Da parte del cantante sardo infatti, mai nessun accenno di polemica e massima attenzione rivolta sopratutto a se stesso, senza farsi condizionare ossia, da voci e insinuazioni su presunte "sfide" con altri artisti che, a onor di cronaca, sono esistite quasi sempre solo sui giornali.

Questa posizione della giovanissima voce della Maddalena è stata ribadita in una intervista a tutto tondo rilasciata sulle colonne del giornale di Di Più. Partiamo dalla fine, poichè è nella risposta all'ultima domanda che più emerge quell'attaccamento ai valori di un tempo che è da sempre, uno dei tratti distintivi di Scanu. Dinanzi infatti alla naturale e scontata "paura" di dover salire, giovanissimo e per la prima nella vita, sul palco del teatro Ariston, molto spontaneamente l'ex concorrente di Amici ha dichiarato che la sua medicina sarà "il segno della croce e un pensiero al Signore, perchè sono credente e penso che, in fondo, anche se fin da bambino mi sono impegnato tanto a realizzare questo sogno, molto di quello che è accaduto nella mia vita, dipende da Lui, da Dio". Una frase chiara, precisa e sopratutto piena di riconoscenza e devozione. Una frase che potrebbe sembrare fuori moda ed espressione di un'epoca superata, sopratutto se il parametro di riferimento sono cantanti e generi musicali completamente diversi. Ma Scanu ha sempre dato l'impressione di essere il cantore dei sentimenti semplici, immediati e genuini.

Il secondo pensiero del giovane cantante neosanremese è chiaramente rivolto alle figure terrene che hanno contribuito a permettere tutto ciò: i suoi genitori. Per loro parole di affetto e riconoscenza (e la promessa di prendere il diploma di maturità classica appena finito il festival): "i miei genitori hanno sempre condiviso la mia passione sostenendomi sia moralmente che economicamente".

Insomma in tempi in cui lo spettacolo è sottoposto a critiche feroci per linguaggi e dichiarazioni considerate diseducative, l'artista sardo si distingue positivamente.

E.l.


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