Una settimana dopo la morte del dissidente cubano Orlando Zapata dopo uno sciopero della fame durato 85 giorni, il governo di Raul Castro cerca di ripulire la sua l’immagine. E lo fa con un reportage, trasmesso dalla televisione statale, che vuole dimostrare come Zapata ricevette in ogni momento attente cure mediche e che fu solo il rifiuto di alimentarsi a decretarne la morte.
La registrazione inizia con una dichiarazione di intenti: “Dopo la campagna diffamatoria che accusa le autorità di non aver fatto niente per salvare la vita di Zapata, il video rende palese a tutti la verità“. Nelle immagini emesse, appare la madre del recluso, Reina Tamayo, mentre ringranzia i dottori del figlio. Ciò per smentire le dichiarazioni della donna che ha accusato il governo di essere direttamente responsabile della morte di suo figlio. “Grazie. Penso che voi stiate facendo tutto il possibile per sarlvarlo”, afferma la donna, dopo una riunione con i medici. “Ci hanno spiegato che stanno facendo tutto il possible per salvarlo. Che addirittura hanno preparato un rene per utilizzarlo nel caso fosse necessario”, ripete la donna in una conversazione telefonica.
Nel reportage è inclusa anche una registrazione telefonica tra due dissidenti e un attivista anticastrista di Miami sulle preoccupanti condizioni di salute di Zapata, e sulla necessità che la madre convochi una conferenza stampa. I medici intervistati, da parte loro, spiegano che l’intestino del dissidente cubano, dopo vari giorni senza alimentazione, aveva cominciato ad atrofizzarsi e a perdere funzioni, tra le quali, quella immunologica. La psicologa María Esther Hernández, che si occupò di Zapata, afferma che spiegò al prigioniero le gravi conseguenze della sua decisione di non mangiare, ma l’uomo sempre si mostrò firme nel suo rifiuto.
Annastella Palasciano





















[...] se ciò non bastasse la madre di Orlando è stata mostrata dalla televisione di stato mentre ringraziava i medici che si erano presi cura [...]