Timidezza uguale intelligenza

I timidi? Sono insicuri, gli incerti per eccellenza. Ma, generalmente, sono più intelligenti della media. E’ quanto ha detto Walter La Gatta al tgcom. Lo psicologo e psicoterapeuta è il direttore della Clinica della Timidezza. Ecco alcuni brani dell’intervista rilasciata al giornale on line.

“In base alla nostra ultima ricerca del 2009 su un campione di circa 600 persone in Rete possiamo affermare che non c’è differenza tra uomini e donne. La differenza sta invece nella risposta sociale: se per la donna è accettato che possa rispondere con timidezza a un momento imbarazzante, perché si ritiene che la timidezza sia insita nella femminilità, nell’uomo questo non è accettato. La timidezza in un uomo è vista come un elemento di fragilità, di debolezza che lo penalizza. Andando ad osservare le fasce di età, quelle più coinvolte dal disturbo sono l’adolescenza (l’80% dei teen-ager denuncia di avere sofferto questo disagio) e quella tra i 25 e i 40 anni indifferentemente per uomini e donne”.

Come si può curare la timidezza? “Con le terapie tipiche dell’armamentario della psicologia: con la psicoterapia individuale di orientamento cognitivo comportamentale, con le tecniche che posso aiutare a gestire le emozioni come l’ipnosi, l’autoipnosi, il training autogeno che si applicano alla patologia e che servono a migliorare il controllo delle emozioni che porta con sé anche il controllo dell’ansia che scaturisce dalle emozioni. Perché è l’ansia che impedisce di dare la migliore prestazione. L’emozione di gioia nell’incontrare la ragazza che si vorrebbe invitare a cena scatena anche un’emozione di ansia molto elevata che non si riesce nemmeno a chiamare per nome la ragazza per chiederle di uscire. Oppure il conflitto emotivo è talmente forte quando si viene chiamati dal capufficio che ci offre un incarico migliore da non riescire a spiaccicar parola nemmeno per rispondere “sì” o “no”.
In questo momento, da un lato si spettacolarizza la vita privata – trionfano i reality, le trasmissioni in cui le vicende private, intime, vengono messe in piazza – e dall’altro continuano a sussistere i timidi…

Essere timidi è sempre una sfortuna? “No – risponde lo psicologo – anzi, è quasi una fortuna: le persone timide sono sempre molto intelligenti, molto autocritiche, molto consapevoli dei propri limiti. In generale sono persone di grosso valore e che purtroppo non riescono ad esprimere completamente a causa di questa eccessiva critica verso se stessi, di questo eccessivo tentativo di auto svalutazione. Non sono mai completamente convinte di quello che stanno per fare anche se sono bravissime”.

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