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10/03/2010 - 19:26

Nelle aule scolastiche inquinamento maggiore dell’esterno

Nelle scuole c’è più inquinamento che fuori. Uno studio ha rilevato la presenza di concentrazioni di Pm10 e formaldeide maggiori che all’esterno. Ma in qualche modo si può migliorare la situazione.

Gli scolari che passano almeno un terzo della loro giornata in classe, sarebbero soggetti al rischio di inalazione di PM10 ( polveri sottili) e formaldeide (gas emesso dagli arredi interni) addirittura in concentrazioni maggiori rispetto a quelle che si trovano all’aperto.

La situazione ha portato all’aumento dei casi di asma, allergie e malattie varie delle vie respiratorie.

Lo rivela lo studio “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, presentato oggi a Parma e promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con il Rec (Regional Environmental Center) di Budapest. Oltre all’Italia lo studio ha analizzato anche le condizioni scolastiche, tra il 2005 e il 2009, di altri 5 paesi (Albania, Boemia, Erzegovina, Serbia e Slovacchia).

“I bambini sono l’indicatore più sensibile delle relazioni tra fattori di rischio ambientale e salute delle popolazioni – spiega Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente - la comunità internazionale ha assunto da tempo l’obiettivo comune della protezione della salute dei bambini dall’inquinamento ambientale e dai relativi fattori di rischio presenti nell’aria, negli alimenti, nell’acqua”.

Le scuole italiane sotto osservazione sono state 13 localizzate in sei regioni diverse: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna, coinvolgendo circa 1000 alunni.

I risultati hanno evidenziato un aumento delle malattie allergiche e dell’asma: il 27,6 per cento dei bambini soffre infatti di rinite, il 21,9 per cento di tosse, il 19,9 per cento di allergie, il 10,4 per cento di asma.

Le cause: l’età avanzata degli edifici (costruiti prima del 1960), e in molti casi le restaurazioni che hanno peggiorato la situazione utilizzando materiali tossici. La preoccupazione maggiore si ha per le scuole siciliane, nelle quali la formaldeide è addirittura sei volte superiore alle concentrazioni all’aperto.

Il Pm10 invece arriva dall’esterno, soprattutto dal traffico, e si mischia con le polveri sottili generate dal gesso e dalle lavagne. Il risultato è l’alta concentrazione dei Pm10, che addirittura arrivano in Piemonte fino a 185 microgrammi m3, mentre le più basse si registrano nel Lazio con 35 microgrammi m3.

Ci sono però dei metodi molto semplici per migliorare la situazione ambientale e dell’aria, basta ad esempio, posizionare in classe una felce o un ficus benjamin che rimuovono da 12 a 20 microgrammi l’ora di formaldeide, oppure sostituire queste due piante con gerbere, crisantemi, filodendri e pothos.

giulia di trinca

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