Paolo Giubellino: un italiano al Cern

Ai tanti appassionati dei libri di Dan Brown, e dei film di Ron Howard ad essi ispirati, farà piacere sapere che a capo di un progetto del Cern, il laboratorio svizzero di fisica intorno al quale ruota parte del libro “Angeli e demoni”, c’è un fisico italiano. Il professore in questione si chiama Paolo Giubellino ed è dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica oltre che coordinatore internazionale dell’esperimento “Alice” dell’accelleratore di particelle LHC del Cern di Ginevra.

In un’intervista al quotidiano “La Stampa” il professore ha spiegato nei particolari in cosa consiste il suo ruolo all’interno del Cern e soprattutto quali nuove prospettive per la fisica si apriranno con il progetto “Alice”. “All’interno del Cern ogni esperimento di Large hadron collider (ovvero accelleratore di particelle) è come una libera nazione, con una propria Costituzione, un potere legislativo, incarnato dal ‘collaboration board’ in cui sono rappresentati gli istituti partecipanti, e un potere esecutivo, in cui il responsabile è lo ‘spokesperson’, il capo del governo, che ha un mandato di 3 anni. Io sono stato eletto con una maggioranza di 2/3 dopo aver affrontato le elezioni primarie”.

Il Professore parla poi del suo team, composto da molti italiani: “In tutto lavoro con un migliaio di scienziati, più altrettanti tecnici e ingegneri. Vengono dai laboratori e dalle università più prestigiosi e da tutto il mondo. Gli italiani hanno un peso significativo: la mia elezione rappresenta l’importanza del contributo italiano e del gruppo torinese dell’Infn, l’Istituto di fisica nucleare, che ha avuto un ruolo importante già all’ideazione di ‘Alice’“.

Riguardo invece al progetto, che dovrebbe fornirci indicazioni precise su cosa sia avvenuto all’origine dell’universo, Giubellino dice: Abbiamo raccolto i primi dati già in autunno, con il fascio all’energia all’energia più bassa, e così abbiamo verificato il perfetto funzionamento degli strumenti. Da questa settimana, invece, si entra in mare aperto, in una regione di energie totalmente nuova. Ci aspettiamo sorprese già a breve. Una volta concluso il progetto – conclude il Professore – potremo indagare la formazione degli elementi pesanti, la generazione della massa, le caratteristiche delle interazioni forti, quelle nucleari, la cui comprensione è ancora lontana dell’essere completa. Sembrano problemi esoterici, ma ci aspettiamo che si apra una finestra tutta nuova sulla materia e sull’Universo“.

di Roberto D’Amico

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