“Non mi uccise la morte”: una graphic novel su Stefano Cucchi

Esce in libreria Non mi uccise la morte (Castelvecchi, 113 pagine), una graphic novel che parla di Stefano Cucchi, quel ragazzo che l’ottobre scorso entrò in carcere e non ne uscì vivo.

Sono tavole in bianco e nero in cui Luca Moretti e Toni Bruno, gli autori della storia a fumetti, hanno voluto raccontare “una storia che ci riguarda tutti, la storia di un abbraccio che è stato negato”.

Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica, che ha fatto sì che nessuno potesse dimenticare il suo nome. Stefano era stato arrestato, la notte del 15 ottobre, perché trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Dopo aver trascorso la notte in caserma, l’indomani si ritrova ad affrontare il processo per direttissima, dopo il quale viene trattenuto in carcere fino all’udienza successiva.

Mentre sono ancora in attesa di vedere il figlio, i genitori e la sorella Ilaria ricevono dai carabinieri, dopo una settimana, la notifica del decreto col quale il pm autorizzava l’autopsia sul corpo di Stefano. Una fredda comunicazione burocratica che mette al corrente la famiglia della morte del ragazzo.

Nonostante la pubblicazione delle foto che ritraevano Stefano senza vita, con il corpo pieno di lividi e il volto tumefatto dalle percosse, la vicenda è stata liquidata dai ministri Alfano e Giovanardi nel modo più inverosimile: “Si tratta di una caduta accidentale dalle scale. Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”. I genitori e la sorella continuano a chiedere giustizia. E gridano giustizia anche queste tavole in bianco e in nero che descrivono tutta la vicenda, dall’arresto alla morte in carcere. Pagine piene d’angoscia ma anche di domande.

“Abbiamo deciso di pubblicare questo libro per due motivi –
dice Cristiano Armati, direttore editoriale di Castelvecchi – perché siamo una casa editrice romana e questa storia ci ha toccato da vicino e perché vogliamo valorizzare la narrativa che viene dalla strada e storie come quella di Stefano Cucchi sono l’esempio di una poetica a cui ci ispiriamo”.

Claudia Fiume

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