Brutte notizie per Beppe Grillo che a meno di quindici giorni dalle ultime elezioni regionali, dove si è registrato il debutto del suo "Movimento 5 Stelle", si vede cadere fra le mani la brutta storia del comune laziale di Grottaferrata, 20mila abitanti in provincia di Roma, dove il suo non-partito si è trovato ad appoggiare al ballottaggio, previsto per domenica e lunedì, il candidato del Popolo delle Libertà Sergio Conti.
Al primo turno, contemporaneo alle elezioni regionali, lo schieramento di centrosinistra a sostegno di Gabriele Mori, Pd, Idv, FdS e una lista civica, aveva raccolto il 29,65%, contro 29,53% di PdL, Udc e liste civiche.
Al terzo posto Marco Bosso, sostenuto dal sindaco uscente e solo da tre liste civiche che hanno messo insieme il 27% dei voti.
Corsa solitaria, come sua consuetudine, per il Movimento 5 Stelle a sostegno di Carla Pisani.
Carla Pisani che, pochi giorni fa, ha deciso, in vista degli imminenti ballotaggi, di annunciare con un manifesto attacchinato per le vie della città che il M5S avrebbe appoggiato il pidiellino Sergio Conti perché, a differenza del suo avversario, "ha dimostrato rispetto per i voti ottenuti" dal movimento dei grillini.
Una scelta, però, che non è andata giù ai militanti del non partito che hanno rilasciato un'infuocata dichiarazione, per ricordare alla cittadinanza che "è che il manifesto allegato affisso a Grottaferrata sia un chiaro appoggio al candidato di centrodestra, che è totalmente opposto alla posizione di neutralità finora assunta dal Movimento a cinque stelle, di cui le liste civiche sono espressione".
Ma non è solo il Lazio a creare problemi al neonato M5S. In Emilia Romagna, infatti, grazie all'exploit del candidato grillino Giovanni Favia, il movimento ha eletto due consiglieri regionali, di cui il secondo, secondo la legge, avrebbe dovuto essere stato scelto da Favia stesso che, però, ha deciso di convocare una riunione di quaranta "delegati" che hanno votato per l'elezione di Andrea De Franceschi.
Peccato che il neoeletto consigliere avesse ottenuto meno preferenze dell'altra candidata in lista, Sandra Poppi, per la quale la fiducia degli elettori non basterà ad ottenere un posto in consiglio regionale.
"Ho scelto di condividere questa responsabilità con la base. - ha detto Favia - Se avessi scelto avrei fatto come tutti gli altri politici". Un pò una scoperta dell'acqua calda considerando che in tutti i partiti dove vige un sistema democratico non plebiscitario le decisioni da sempre sono prese attraverso assemblee e organi dirigenti eletti democraticamente.
"Per quanto riguarda le preferenze - ha poi cercato di giustificarsi il leader grillino - non è possibile compararle e farne un criterio assoluto perchè sono maturate in due collegi distinti, con un numero differente di candidati in gara e con una situazione ambientale molto diversa. Io a Bologna ad esempio ho calamitato tutte le preferenze di lista ed i candidati non hanno fatto campagna per se stessi ma tutti per il gruppo. Bellissimo no?! Abbiamo una certa etica. In altre province, legittimamente, hanno fatto un’altra scelta".
Chissà se, di fronte ad una situazione del genere concretizzatasi all'interno magari del PdL o del Pd, qualche grillino non avrebbe inveito contro le decisioni delle oligarchie che non tengono conto dei voti degli elettori, denunciando magari i giochi di poteri interni ai partiti stessi.
Mattia Nesti
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Al terzo posto Marco Bosso, sostenuto dal sindaco uscente e solo da tre liste civiche che hanno messo insieme il 27% dei voti.
Corsa solitaria, come sua consuetudine, per il Movimento 5 Stelle a sostegno di Carla Pisani.
Carla Pisani che, pochi giorni fa, ha deciso, in vista degli imminenti ballotaggi, di annunciare con un manifesto attacchinato per le vie della città che il M5S avrebbe appoggiato il pidiellino Sergio Conti perché, a differenza del suo avversario, "ha dimostrato rispetto per i voti ottenuti" dal movimento dei grillini.
Una scelta, però, che non è andata giù ai militanti del non partito che hanno rilasciato un'infuocata dichiarazione, per ricordare alla cittadinanza che "è che il manifesto allegato affisso a Grottaferrata sia un chiaro appoggio al candidato di centrodestra, che è totalmente opposto alla posizione di neutralità finora assunta dal Movimento a cinque stelle, di cui le liste civiche sono espressione".
Ma non è solo il Lazio a creare problemi al neonato M5S. In Emilia Romagna, infatti, grazie all'exploit del candidato grillino Giovanni Favia, il movimento ha eletto due consiglieri regionali, di cui il secondo, secondo la legge, avrebbe dovuto essere stato scelto da Favia stesso che, però, ha deciso di convocare una riunione di quaranta "delegati" che hanno votato per l'elezione di Andrea De Franceschi.
Peccato che il neoeletto consigliere avesse ottenuto meno preferenze dell'altra candidata in lista, Sandra Poppi, per la quale la fiducia degli elettori non basterà ad ottenere un posto in consiglio regionale.
"Ho scelto di condividere questa responsabilità con la base. - ha detto Favia - Se avessi scelto avrei fatto come tutti gli altri politici". Un pò una scoperta dell'acqua calda considerando che in tutti i partiti dove vige un sistema democratico non plebiscitario le decisioni da sempre sono prese attraverso assemblee e organi dirigenti eletti democraticamente.
"Per quanto riguarda le preferenze - ha poi cercato di giustificarsi il leader grillino - non è possibile compararle e farne un criterio assoluto perchè sono maturate in due collegi distinti, con un numero differente di candidati in gara e con una situazione ambientale molto diversa. Io a Bologna ad esempio ho calamitato tutte le preferenze di lista ed i candidati non hanno fatto campagna per se stessi ma tutti per il gruppo. Bellissimo no?! Abbiamo una certa etica. In altre province, legittimamente, hanno fatto un’altra scelta".
Chissà se, di fronte ad una situazione del genere concretizzatasi all'interno magari del PdL o del Pd, qualche grillino non avrebbe inveito contro le decisioni delle oligarchie che non tengono conto dei voti degli elettori, denunciando magari i giochi di poteri interni ai partiti stessi.
Mattia Nesti
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I’d come to give carte blanche with you here. Which is not something I typically do! I love reading a post that will make people think. Also, thanks for allowing me to comment!
[...] voti espressi dagli elettori), a Grottaferrata, fieri del motto nè col PDL nè col PDmenoelle, si schierano bellamente col PDL “perchè ha mostrato [...]
[...] movimento 5 Stelle appoggia il PDL, possibile?!? sembra di sì. Clicca qui per approfondire. [...]
tutte cagate come il sito che ha pubblicato questa balla e sopratutto chi ha battuto le parole…
ma non vi fate schifo falsi, diffamatori e calugnatori che non siete altro?
[...] Il movimento 5 Stelle appoggia il PDL, possibile?!? sembra di sì. Clicca qui per approfondire. [...]
Veramente negli Usa anche il presidente uscente deve sottostare alle “primarie”, e se non riceve sufficienti voti dagli elettori del suo partito – vota solo chi si registra – non si ricandida. Non decide alcun “segretario” o “capo” di partito chi si debba candidare. Chi vuole, e ha i soldi e l’appoggio economico necessario, si candida e affronta le primarie. Il vincente delle primarie, di norma, viene poi confermato candidato dalla convention del partito…
A seguito dell’increscioso episodio riguardante l’affissione di manifesti raffiguranti il logo del Movimento 5 Stelle della lista civica degli Amici di Beppe Grillo di Grottaferrata, relativi al ballottaggio tra i candidati: Gabriele Mori (PD) e Sergio Conti (PDL), che si terrà domani 11 aprile 2010 presso il medesimo Comune, il Movimento 5 Stelle dichiara di dissociarsi dal contenuto del manifesto stesso, con il quale viene appoggiata la candidatura del candidato del PDL.
Ciò in quanto, come noto, tra i principi fondanti del Movimento 5 Stelle, vi è la non appartenenza/preferenza a nessuno schieramento politico.
Il predetto manifesto è frutto dell’iniziativa messa in atto a titolo puramente personale dall’ex candidata sindaco del Comune di Grottaferrata, sig.ra Carla Pisani, e non dal Movimento 5 Stelle che ne è venuto a conoscenza solo a seguito di opportuna segnalazione di una cittadina.”.
A Forlì un anno fa si sono alleati col PdL Per eleggere un presidente della Lega Nord nella Circoscrizione 1
Non ho capito a quali partiti si riferisce quando parla di “partiti democratici non plebiscitari”: si riferisce al PD? Dove un governatore uscente e’ stato obbligato alle primarie da D’Alema ? (cosa mai vista!, come se a Bush prima di ricandidarsi presidente, il capo dei repubblicani gli avessero imposto un giro di primarie per tutti gli stati). Si riferisce ai Parlamentari di PDL e PD? Fatti a tavolino da 5 persone? Non ho ben capito se si riferisce al presidente del circolo arci davanti casa sua, o parlava di partiti italiani. Quanto all’evidente errore della lista civica di Grottaferrata, probabilmente pagheranno il loro errore con la scomparsa, da grillino : ben gli sta! Il nostro e’ come un servizio di “leva politica”, le defezioni si pagano.