Fede attacca Saviano: non è morto, non rompa

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L'antipatia di Emilio Fede nei confronti di Roberto Saviano non è stata mai mistero. E' del settembre 2008 l'ultimo e più famoso attacco del giornalista del Tg4 all'indirizzo dello scrittore campano. Mela della discordia - o meglio motivazione dell'attacco - sempre la stessa: quella scorta che al direttore Mediaset sembra, se non superflua, quantomeno viatico obbligato alla carrira del cronista scomodo. Una gavetta che, è questo il sottinteso, Saviano dovrebbe ancora fare.

"Anch'io vivo sotto scorta", è la parola di Fede, da sempre, quando si tratta dell'autore di Gomorra. "E allora?". Lasciando intendere che probabilmente lui è da sempre più nel mirino di quanto non lo sia l'altro.
Ieri l'ennesimo episodio, forse il più sgradevole: nel corso della puntata del Tg4 delle 19 il direttore non ha saputo trattenere le critiche nei confronti di Saviano, inserito nel contesto - in modo se si vuole arbitrario - a proposito del forfait del ministro Bondi alla presentazione del Draquila della Guzzanti al festival del cinema di Cannes.

"Ci sono state polemiche anche su Roberto Saviano - spiega Fede - Sempre lui. Ma non è lui che ha scoperto la lotta alla Camorra, non è lui il solo che l'ha denunciata, ci sono registi e giornalisti come lui, e che sono morti. Lui invece è ancora protetto, superprotetto però non se ne può più di sentire che lui è l'eroe. Qualcuno gli ha pure offerto la cittadinanza onoraria ...di che cosa? Non si capisce, ha scritto libri sulla Camorra, e l'ha fatto tanta altra gente, senza andare sulle prime pagine, senza fare tanto clamore. Senza rompere ... ehm... senza disturbare la riflessione della gente ... un Paese come il nostro è Contro la Mafia, non c'è bisogno che ci sia Roberto Saviano".

Gelo. Non c'è bisogno di Saviano. Lui d'altro canto, sembra di capire dalle parole di Fede, non è neppure morto e avrebbe poco di cui lamentarsi, nè di che fare l'eroe. Non ne dubitiamo: non sarà che l'ennesima puntata dello stillicidio gratuito, uno show che il direttore del Tg4 garantisce ai propri spettatori da mirabile imbonitore di massa qual è.
Intanto, comunque, numerosi utenti di Facebook e blogger, insieme, stanno muovendo un tam tam affinché l'ordine dei giornalisti si esprima sulla vicenda.

Vincenzo Marino

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