L’India vuole “brevettare” lo yoga

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Le autorità indiane sono sempre più infastidite riguardo alle innumerevoli imitazioni dell'antica arte della meditazione, hanno così deciso di tutelarsi dalle imitazioni "brevettando", se così si può dire, le centinaia di pose yoga.


L'obiettivo sarebbe quello di fornire una normativa all'antica disciplina per tutelarsi dalle fastidiose contaffazioni nate un pò ovunque nel mondo.
A tale scopo è stata istituita una commissione che avrebbe deciso di filmare tutte le pose dello yoga per porre il sigillo su di esse.

"Lo yoga è nato in India. La gente non può dichiarare di aver inventato un nuovo tipo di yoga quando non l’ha fatto", spiega Vinod Kumar Gupta, il responsabile della Traditional Knowledge Digital Library, un’organizzazione governativa messa insieme dai ministeri della salute e della ricerca.
Partendo dia testi antichi conservati negli archivi, dovrebbe essere possibile riprodurre documenti molto dettagliati per dimostrare l'origine e la provenienza dell'antica arte, ma non sarà comunque un'impresa facile.
Negli ultimi anni la situazione è davvero fuori controllo essendo nate, seguendo le mode più disparate, diverse tipologie di yoga che, a dire il vero, spesso non hanno nulla in comune con lo yoga vero e proprio.

"Ci sono decine – se non centinaia – di milioni di persone che fanno yoga e centinaia di diverse scuole che spaziano dallo yoga senza vestiti allo yoga cristiano, nato in alcune scuole confessionali negli Stati Uniti. Non abbiamo alcuna intenzione di impedire alle persone di praticare lo yoga, ma nessuno dovrebbe appropriarsene indebitamente per lucrarvi sopra", dice Gupta, che, come molti abitanti di Delhi, pratica l’antica arte. "Il nostro compito è fornire le prove e lasciare che gli altri decidano".

Fiorenza Ciribilli

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