Continua la protesta delle rappresentanze sindacali delle Forze dell’ordine per i tagli prevsiti nella manovra. Da questa mattina, infatti, si tiene davanti a Montecitorio un sit-in dei sindacati in rappresentanza di 450mila uomini del comparto Sicurezza e Difesa.
«Oggi il Paese è in lutto, perché è morta la sicurezza» recita una dei tanti striscioni che chiedono ai parlamentari di intervenire sulla manovra «del governo Berlusconi che, con una pugnalata, ha trafitto la funzionalità di tutte le forze di Polizia».
«Anziché tagliare – si legge nel messaggio del sindacato di Polizia Siulp – le decine di miglia di auto blu e grigie come hanno fatto altri Stati dell’Unione europea, al costo di 21 miliardi di euro, equivalente dell’intero costo dell’iniqua manovra finanziaria, pagate da ogni cittadino italiano in quote di 400 euro l’anno sulla tassazione “ordinaria”, la manovra, diversamente, taglia i fondi per garantire il diritto alla sicurezza e alla legalità . Non vogliamo nessun bavaglio da nessuno, la gente deve sapere che è in pericolo la loro sicurezza privata e quella dello Stato».
E se il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, parlando alla commissione Bilancio della Camera, dichiara che «i tempi alla politica sono imposti dalla realtà , i numeri vengono ormai prima della politica» e assicura che questa è la prima finanziaria europea e che nel 2010 non ci saranno altre manovre, gli esponenti dell’opposizione, in gran parte presenti al sit-in di protesta delle forze dell’ordine, attaccano il governo.
Secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, «non si può votare una manovra che trova i soldi per i truffatori delle quote latte e non dà risposte a chi, dal mattino alla sera, garantisce la sicurezza di milioni di italiani. L’Udc è al fianco delle forze di polizia dall’inizio di questa battaglia. C’è una sorta di viltà sul destino di migliaia di poliziotti. Chiedo a Tremonti perché non trova i soldi per i poliziotti e invece li trova per i truffatori delle quote latte. Perché in questa Finanziaria c’è spazio per le marchette che qualcuno impone, come la Lega, e non c’è spazio per i poliziotti e le forze dell’ordine?».
Per Antonio Di Pietro (Idv) «con questa manovra il governo non solo toglie risorse fondamentali alle fasce più deboli, ma si abbatte con la scure anche sul comparto sicurezza. L’Idv è solidale con l’indignazione di quanti, ogni giorno, lavorano per la sicurezza del nostro Paese. L’esecutivo è cieco e sordo alle richieste dei lavoratori, degli enti locali, dei sindacati e premia, come al solito, evasori e furbetti del quartierino».
«Già l’anno scorso Tremonti assicurò che non ci sarebbero state correzioni e ora siamo alla modica cifra di 24 miliardi – dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Gli suggerirei più cautela nel fare previsioni». Poi, riferendosi alla frase di Tremonti secondo cui la manovra tocca anche i “papaveri”: «Non so a quali papaveri alluda Tremonti. Quelli che conosco io sono i grandi ricchi in termini di capitale, patrimonio e reddito. E questi papaveri non pagano un euro in questa manovra. Se i papaveri non pagano un euro, tutti gli italiani normali, per dire solo una cosa di questa manovra, si vedono allungare di un anno l’età pensionabile e un anno in meno di contributi con un semplice comma della manovra».
A Bersani fa eco la collega di partito Marina Sereni, membro della commissione Bilancio della Camera, la quale attacca: «Il ministro Tremonti prende in giro il Parlamento e, ciò che è peggio, gli italiani. I tagli non basteranno e alla ripresa ci verranno a dire che servono altre manovre correttive. I sacrifici sono distribuiti solo sulle spalle di alcuni e i più ricchi non contribuiscono per nulla».
Raffaele Emiliano




















