Ricordate le famose ’sette sorelle’ del campionato italiano? Eravamo alla fine degli anni novanta, e la nostra Serie A raggiunse probabilmente il più alto tasso di competitività assoluta di sempre. Non una sola squadra (o al massimo due) a farla da padrone, bensì un gruppo di sette compagini straordinariamente forti e complete pronte a giocarsi le posizioni nobili della classifica, suscitando interesse e divertimento. Beh, il proseguo di quella storia è ben noto. Chi ha saputo resistere ai vertici? Le tre del nord, più una Roma stoica passata tuttavia per molteplici problematiche finanziarie. Le altre? Pressoché sparite. Lazio, Fiorentina e Parma si trovarono immerse in crisi profonde sotto ogni aspetto, uscendone lentamente e con le ossa devastate. Oggi, con l’Inter che vince e domina, è impossibile ipotizzare uno scenario del tipo fine anni novanta. Volendo essere ottimisti le sorelle possono esser due, grazie alla solita Roma mai doma che ogni anno riesce a mettere i bastoni tra le ruote ai nerazzurri. Ma prima di rivedere sette squadre di vertice al medesimo livello dovremo attendere. Chissà quanto.
In Premier League, invece, siamo agli albori di un’era particolarmente intensa ed emozionante. Già , è in fase di costituzione la Premier delle ’sorelle’, improntata sul vecchio modello italiano. Se, ad esempio, risulta agevole ipotizzare le vincitrici di Serie A (Inter) e Liga spagnola (Real o Barça), in Inghilterra la situazione è diametralmente opposta. Al Chelsea, in quanto detentore del titolo, concediamo i favori del pronostico. Ma non parliamo affatto di ‘certezza’, tutt’altro. Il Manchester City degli sceicchi è lì, pronto a sferrare colpi sensazionali a ripetizione (emulando proprio il primo Chelsea di Abramovich) per portarsi a ridosso della zona ‘altissima’. Il team di Mancini non va affatto sottovalutato in chiave scudetto, così come non può essere lasciato fuori il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Pur senza acquisti di primissimo spessore, i ‘red devils’ restano una forza portante in chiave nazionale ed europea. E come lasciar fuori altre illustri nobili quali Arsenal o Liverpool, meno attraenti sotto l’aspetto prettamente qualitativo, ma competitive ed esperte per disputare un torneo di vertice. Ed occhio a non sottovalutare tre possibili outsider di lusso: il Tottenham, fresco di qualificazione in Champions League, l’Aston Villa e l’Everton.
E’ bene puntualizzare: nella vecchia Serie A le distanze fra le sette sorelle erano davvero minime, molto di più rispetto alla Premier attuale. Ma certamente, in Europa non esiste al momento un torneo così elettrizzante, equilibrato, attraente. Ed è curioso, in una fase in cui i ‘top team’ stradominano su ogni fronte, avere a che fare con tanto equilibrio. Forse esageriamo, ma la Premier League 2010-2011 rischia davvero di essere il campionato più bello e avvincente degli ultimi anni.
Alessio Nardo





















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