Dopo la sconcertante proposta di incenerire i cani randagi di Olbia, in quanto troppi, senza speranze di uscire dal canile gestito dalla Lida e per giunta troppo costosi per l'amministrazione comunale, il consigliere regionale sardo, oltre che consigliere comunale nella stessa città di Olbia Gianfranco Bardanzellu è stato bersagliato da critiche pesantissime. Difficile stupirsi di tali reazioni.
A quelle del popolo del web e dell On. Francesca Martini, che aveva sottolineato come Bardanzellu avesse dimostrato " una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante", si aggiunge quella del Sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, stesso partito di Bardanzellu, idea completamente opposta sulla problematica cani randagi.
Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, il primo cittadino della città sarda, a gran voce, si è dichiarato sconcertato dalle affermazioni palesemente in contrasto con la legge, in quanto istigatrici di violenza, del consigliere Bardanzellu. La città di Olbia- dice - rifiuta in modo assoluto anche solo i concetti espressi dal consigliere regionale. Qui centinaia di volontari, o anche solo semplici cittadini, si danno da fare per cercare di salvare quante più anime possibili e non possono che sentirsi mortificati dalle parole di Bardanzellu il quale, invece, in quanto consigliere regionale, meglio avrebbe fatto ad almeno tentare di aumentare i fondi destinati alla questione dei cani randagi".
"La nostra amministrazione comunale- prosegue Giovannelli - è vicina ai volontari che lavorano per la città di Olbia e per i cani senza padrone in essa circolanti, un problema che purtroppo è comune a molti altre città, non solo della Sardegna"
Il Sindaco ci nomina poi Cosetta Prontu, responsabile della Lida di Olbia, con la quale si dichiara costantemente in contatto. Cosetta sarà probabilmente stata tra le persone maggiormente mortificate dalle parole di Bardanzellu, come volontaria estremamente attiva e come responsabile di un'associazione che fa realmente salti mortali nel tentativo di rendere la vita del maggior numero possibile di pelosi un po' meno disperata.
Astraendo la questione, Il primo cittadino spiega che " bisogna trovare soluzioni plausibili e non fare sparate a sfondo illecito che non avrebbero comunque mai luogo d'essere, vista appunto la loro natura illegale. Olbia è sempre stata una città ospitale e accogliente e certe dichiarazioni possono distorcere la stessa natura della città, facendola etichettare come violenta o incivile. Una signora, dice, ( non ne riveliamo la provenienza) ha deplorato in maniera veemente (nda: per usare un eufemismo) le parole di Bardanzellu, chiamandolo però Sindaco; Bardanzellu è un consigliere regionale e comunale, il Sindaco sono io e non condivido niente di ciò che il suddetto consigliere ha espresso, così come riportato dall'Unione Sarda."
La questione riguarda il fatto che il Primo cittadino di un Comune è il rappresentate istituzionale pubblico di quello stesso Comune e se il suo nome è associato all'incenerire i randagi, tutta l'immagine della città ne risente. Difende la sua Olbia, Giovannelli e non potrebbe essere altrimenti, ma contestualmente entra ancora una volta nel merito delle scioccanti parole del consigliere regionale. " A parte il concetto di violenza che sottosta alle affermazioni di Bardanzellu e non ritengo essere importante la questione se sia stata solamente una provocazione o meno, sempre di violenza si tratta, e la loro natura al di là della legge, c'è anche il rischio che qualcuno, qualche 'testa calda', creda veramente che quella possa essere la soluzione e cerchi autonomamente di metterla in atto".
In effetti, quando si ricopre una carica pubblica bisognerebbe misurare sempre le parole; in questo caso però, le critiche, giunte da ogni parte, puntano più su una questione di pura e semplice civiltà. Il popolo del web, che ha scatenato una moltitudine di iniziative, chiede fermamente , tra le altre cose, le dimissioni immediate di Bardanzellu.
Angelo Sanna
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Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, il primo cittadino della città sarda, a gran voce, si è dichiarato sconcertato dalle affermazioni palesemente in contrasto con la legge, in quanto istigatrici di violenza, del consigliere Bardanzellu. La città di Olbia- dice - rifiuta in modo assoluto anche solo i concetti espressi dal consigliere regionale. Qui centinaia di volontari, o anche solo semplici cittadini, si danno da fare per cercare di salvare quante più anime possibili e non possono che sentirsi mortificati dalle parole di Bardanzellu il quale, invece, in quanto consigliere regionale, meglio avrebbe fatto ad almeno tentare di aumentare i fondi destinati alla questione dei cani randagi".
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Il Sindaco ci nomina poi Cosetta Prontu, responsabile della Lida di Olbia, con la quale si dichiara costantemente in contatto. Cosetta sarà probabilmente stata tra le persone maggiormente mortificate dalle parole di Bardanzellu, come volontaria estremamente attiva e come responsabile di un'associazione che fa realmente salti mortali nel tentativo di rendere la vita del maggior numero possibile di pelosi un po' meno disperata.
Astraendo la questione, Il primo cittadino spiega che " bisogna trovare soluzioni plausibili e non fare sparate a sfondo illecito che non avrebbero comunque mai luogo d'essere, vista appunto la loro natura illegale. Olbia è sempre stata una città ospitale e accogliente e certe dichiarazioni possono distorcere la stessa natura della città, facendola etichettare come violenta o incivile. Una signora, dice, ( non ne riveliamo la provenienza) ha deplorato in maniera veemente (nda: per usare un eufemismo) le parole di Bardanzellu, chiamandolo però Sindaco; Bardanzellu è un consigliere regionale e comunale, il Sindaco sono io e non condivido niente di ciò che il suddetto consigliere ha espresso, così come riportato dall'Unione Sarda."
La questione riguarda il fatto che il Primo cittadino di un Comune è il rappresentate istituzionale pubblico di quello stesso Comune e se il suo nome è associato all'incenerire i randagi, tutta l'immagine della città ne risente. Difende la sua Olbia, Giovannelli e non potrebbe essere altrimenti, ma contestualmente entra ancora una volta nel merito delle scioccanti parole del consigliere regionale. " A parte il concetto di violenza che sottosta alle affermazioni di Bardanzellu e non ritengo essere importante la questione se sia stata solamente una provocazione o meno, sempre di violenza si tratta, e la loro natura al di là della legge, c'è anche il rischio che qualcuno, qualche 'testa calda', creda veramente che quella possa essere la soluzione e cerchi autonomamente di metterla in atto".
In effetti, quando si ricopre una carica pubblica bisognerebbe misurare sempre le parole; in questo caso però, le critiche, giunte da ogni parte, puntano più su una questione di pura e semplice civiltà. Il popolo del web, che ha scatenato una moltitudine di iniziative, chiede fermamente , tra le altre cose, le dimissioni immediate di Bardanzellu.
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Se era una provocazione, come pare sia, ben venga, visto che comunque si è parlato della nuova forma d’abbandono, ma da questo “Assessore”, mi sarei aspettato, dopo, delle soluzioni, che qualcuno che ha commentato in precedenza, ha invece dato.
Obbligo della sterilizzazione, del controllo dell’inserimento del Microchip, della formazione del branco famigliare, la tassa obbligatoria x chi fa cucciolate…
Queste che ho appena citato sono quelle che da sempre condivido…..
se il consiglere regionale e consgliere comunale ha vouto fare una provocazione, ebbene, si, l’ha fatta ma in modo barbarico dimostrando un disinteresse speciale nei confronti delle leggi vigenti che, se fossero state applicate, avrebbero visto il calo del randagismo: si devono controllare commercianti ed allevatori, oltre che i gestori dei cnaili ed i singoli proprietari: si deve ottenere l’iscirizione di tutti i cani all’anagrafe canina e si devono effettuare le sterilizzazioni a tappeto (obbligatorie per i cani dei cnili ed incentivate anche economicamente per i privati).
La cosa che mi sconcerta, e che chi dovrebbe (regolarmente eletto a maggioranza dai suoi concittadini, purtroppo), far rispettare la legge, sia il primo a infrangerla proponendo e quindi istigando, la cittadinanza, alla condivisione ad un reato penale….
Questa a lui sembra una soluzione è tra l’altro sempre secondo lui, l’unica possibile per risolvere l’abbandono, non sarebbe stato invece il caso di proporre la Sterilizzazione obbligatoria, o l’ eventuale controllo a tappeto dell’inserimento del microchip? Oppure del conseguimento obbligatorio di un percorso formativo del “Cane” unitamente al suo proprietario?Queste sono le soluzioni all’ ABBANDONO e/o al RANDAGISMO e non l’abominio che propone…..
Assunta Maresca
Responsabile della Segreteria dell’Associazione Culturale non profit “Fan Club”
A casa ! Chi fomenta violenza e crudeltà non può avere alcuna carica la quale abbia a che fare con le istituzione pubbliche, aggiungo che ci sarebbero i presupposti per una denuncia per istigazione al maltrattamento ed uccisione di animali di proprietà del comune. Concludo cittadini Sardi spero siate ben distanti da queste ignobili idee.
kiedo scusa ke nel commento di ieri invece di scrivere contro il presidente ho sbagliato e ho scritto sindaco!!!!cmq il commento e’ rivlto a bardanzellu!no alla violenza!!!!