Brunetta: “Calabria, Napoli e Caserta un cancro per Italia”

«Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa». Secondo quanto riporta il quotidiano Il Giornale, sì è espresso in questa maniera il ministro per la Pubblica amministrazione, a proposito dell’importanza del federalismo. Per Brunetta, la «conurbazione» Napoli-Caserta rappresenta «un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c’è, non c’è la politica, non c’è la società».

Per esemplificare il suo giudizio, il ministro racconta di quando si tenne il primo consiglio dei ministri nella città partenopea, in seguito all’emergenza rifiuti in Campania: «La città era vuota – dice Brunetta – Qualcuno agli angoli delle strade ci faceva il segno con il dito», mentre «gli intellettuali napoletani disquisivano se il termovalorizzatore di Acerra fosse idoneo sì o no. E stavano con la merda sopra i capelli».

Mi ricordo, aggiunge l’esponente del governo, «il freddo morale psicologico ambientale di quella giornata. Me lo ricordo. Ed è il segno più tragico, forse più dei mucchi di spazzatura per le strade, di una società, di una cultura e di una classe dirigente se non morte, tramortite».

Il ministro, forse consapevole della gravità di queste sue dichiarazioni, invita poi gli ex governatori di Campania e Calabria del Partito Democratico a replicargli. «Zoggia e Pittella? Se questi sono i miei interlocutori – osserva Brunetta – c’è davvero di che amaramente divertirsi. Perché, sul che fare nel Mezzogiorno, non mi rispondono piuttosto Bassolino e Loiero? Perché il primo non ci racconta come ha ridotto Napoli e la Campania? E perché non fa la stessa cosa Agazio Loiero con la sua Calabria?».

«Pittella e Zoggia – aggiunge il ministro per la Pubblica amministrazione – farebbero meglio a chieder conto del loro operato a questi compagni, fulgidi campioni del governo meridionalista della sinistra. E per aiutarli nella loro riflessione invierò loro tutti i successi ottenuti dal governo Berlusconi e dal mio collega Maroni contro la criminalità organizzata in Campania e in Calabria, allegando i relativi atti parlamentari».

«Avranno modo di imparare – conclude un Brunetta più euforico del solito – cosa sia un reale impegno per il Sud, distinguendolo dalle chiacchiere ipocrite, inconcludenti e fintamente indignate. Quanto a Leoluca Orlando Cascio (come lo ha sempre chiamato il presidente Cossiga), sappiamo bene chi egli sia e come da sindaco abbia ridotto la città di Palermo».

Dichiarazioni, queste del ministro, che certamente non potranno non scatenare l’ennesema polemica politica in merito all’eterno conflitto tra nord e sud del paese.

Raffaele Emiliano

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