[caption id="attachment_197250" align="alignleft" width="300" caption="Cesare Prandelli, 53 anni, c.t. azzurro"][/caption]
"Firenze è una città generosa, da questo punto di vista è splendida. Sono in debito con questa città, non la ringrazierò mai abbastanza". Per Cesare Prandelli quella di ieri non è stata una serata qualsiasi. Il ritorno nella sua Firenze, dove ha vissuto cinque splendide stagioni alla guida della Fiorentina, gli ha fatto battere il cuore: "Porterò questa serata con me per sempre: è stata magica. I fiorentini hanno un grande cuore, lo hanno dimostrato. Durante l'Inno nazionale non c’è stato un fischio".
Bilancio - L'entusiasmo del pubblico è stato favorito dalla buona prova degli azzurri: "C'è stato il giusto atteggiamento, abbiamo fatto una buona gara. Nel gruppo si sta creando entusiasmo. Ricordiamoci, però, che se in Estonia avessimo pareggiato, ora faremmo discorsi diversi".
Tridente - Ieri sera la squadra si è mossa bene con tre punte, ma di fronte c'erano pur sempre le Far Oer. Contro squadre più forti, il tridente non è un azzardo? "Vedremo, dipenderà dall'attenzione tattica delle punte. Sto cercando di capire se possiamo giocare con Balotelli, Cassano e una prima punta. Se mi renderò conto che non ci sono gli equilibri necessari, allora cambierò. Un tentativo però lo voglio fare".
Centrocampo - Anche perché il centrocampo rischia di andare in difficoltà, soprattutto se si gioca senza un vero interditore come ieri sera: "Dal punto di vista della costruzione a metà campo siamo stati molto bravi, ma dobbiamo migliorare quando si tratta di riconquistare il pallone".
Difesa - Ieri sera è stata provata una difesa sperimentale, soprattutto sugli esterni: "Il nostro reparto arretrato ha un’età media molto bassa. I nostri giovani hanno la qualità, ma anche la personalità, che può fare la differenza a quell’età per rimanere in questo gruppo. Nell'Under 21 ci sono giocatori interessanti, soprattutto Ranocchia".
Affetto - L'Italia di Prandelli sta riconquistando l'affetto dei tifosi, grazie al gioco ma non solo: "Stiamo lavorando per riportare sorriso ed entusiasmo nella gente. C'era qualcosa di sbagliato nel rapporto tra giocatori e tifosi. A volte basta poco, anche un autografo. L'ho detto ai giocatori: se siamo generosi, riceveremo affetto". Per Prandelli, a Firenze, l'affetto non mancherà mai.
Pier Francesco Caracciolo
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