Che cosa si è disposti a fare pur di realizzare un sogno? Anche intrufolarsi in un celebre museo di arte contemporanea, eludendo la sorveglianza, per vedere esposta la propria opera?
A quanto pare sì, parola di Luan Scaringella, il quarantatreenne designer, pittore e scenografo romano che venerdì scorso si è introdotto clandestinamente al Maxxi di Roma, per appendere, in una delle gallerie, la sua produzione, “Orgasmo Spray - Come 'sarcasmo' sull'umana trivialità - intesa come denaro, vizio e soddisfazione primaria. Da oggi, disponibile in confezione spray”.
Un vero e proprio blitz notturno, un atto al limite del “terrorismo artistico”, come l’ha definito lo stesso artista che, poi, si è autodenunciato alle autorità del museo che, divertite, hanno preso questo fuori programma come un segno dell’ormai consolidato valore del Maxxi nell’immaginario degli artisti e dei cultori d’arte.
«Il fatto che ci sia voglia di entrare in questo museo e di partecipare ci fa piacere», ha sottolineato Anna Mattirolo, direttrice Arte del Maxxi, «Chiaramente è destinato a rimanere un caso isolato. Ma la cosa che mi ha stupito è la dedizione con cui Scaringella ha studiato la sua personalissima esposizione e la premura con cui ha replicato le fattezze delle didascalie del nostro museo».
Più pragmatico il commento del presidente della fondazione Pio Baldi «Una performance piacevole e arguta, visto che è la prima volta che si verifica. Anche perché una seconda volta perderebbe la caratteristica fondamentale dell'originalità. Sia ben chiaro a tutti, però, che per esporre un'opera in un museo bisogna seguire della procedure».
Valentina De Simone
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