[caption id="attachment_216160" align="alignleft" width="300" caption="Il ricercatore Gregory Anderson intervista Kachim, una madrelingua dello sconosciuto Koro"][/caption]
Un nuovo linguaggio è stato scoperto in India, nella remota regione dell’Arunachal Pradesh. Il “Koro”, questo il nome del nuovo idioma, è parlato da appena 800 persone e possiede la particolarità di avere unicamente la forma orale.
In realtà, le indagini per attestare se si trattasse davvero di una nuova lingua sono cominciate nel 2008, ad opera da David Harrison, Gregory Anderson e Ganesh Murmu, un team di ricercatori composto del “National Geographic Enduring Voices”, un progetto nato con lo scopo di studiare i linguaggi che appaiono in via di estinzione. La scoperta del Koro è quindi originata casualmente, proprio perché non se ne conosceva l’esistenza.
Inizialmente, i linguisti individuarono il Koro come una forma dialettale dell’Aka – lingua diffusa nel distretto del Kameng Occidentale – fino a elevarla a lingua distinta, proprio perché principalmente diffusa nel distretto del Kameng Orientale. I due idiomi presentano molte analogie, tuttavia il vocabolario di base è totalmente differente. I suoni del Koro, giudicati dai ricercatori totalmente diversi delle altre lingue parlate nella stessa area, non erano mai stati analizzati e perciò tale idioma non compariva negli elenchi delle lingue diffuse in India. “Il Koro ha permesso di scoprire una mitologia, una storia e una grammatica che finora erano completamente sconosciute” ha affermato David Harrison, entusiasta per l’inedito riconoscimento, spiegando che l’insolita acustica dell’idioma potrebbe essere stata portata nella zona da un gruppo di schiavi che vi vissero in passato. Il Koro appartiene alle lingue tibeto-birmane, sottogruppo delle lingue sino-tibetane, nel cui insieme sono inclusi anche il cinese (mandarino e cantonese), il tibetano e il birmano.
Secondo gli scienziati del “National Geographic”, ogni quindici giorni scompare una lingua ed entro il 2100 si stima che circa 3.500 idiomi, la metà di quelli attualmente parlati nel mondo, potranno morire. Il fattore primario che porterà alla scomparsa di molti linguaggi è la globalizzazione, la quale aiuta la sopravvivenza delle lingue più diffuse, ovvero di quelle più utili e valide nella comunicazione mondiale.
All’interno di questo contesto, la scoperta di un nuovo linguaggio ha immediatamente destato sorpresa. Tuttavia, l’inedita rivelazione potrebbe rientrare a far parte proprio dello studio sulle lingue morenti. La maggior parte degli individui che parlano il Koro sono adulti e anziani, mentre i giovani costituiscono appena una minima parte. I ricercatori torneranno sul posto nel mese di novembre e si impegneranno affinché un bene prezioso come il Koro possa essere custodito e tramandato. "Preservare le lingue contribuisce alla salvaguardia della storia umana" ha affermato Harrison e, proprio perché il linguaggio concerne le nostre origini e radici, non si può che dargli ragione.
Emanuele Ballacci
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