Newnotizie ha presenziato all’ouverture di quello che sarà il “viaggio” di Nuove esperienze sul vuoto, nuovo disco di Lele Battista, seconda opera solista dell'ex leader dei La Sintesi che già aveva incantato con Le Ombre.
Difficile per un giornalista mantenere la mazzacurtiana “giusta distanza” quando si accosta a scrivere circa soggetti/oggetti che detesta. Ancor più arduo, perché è sempre meglio il cinismo al miele, risulta per il sopraccitato raccontare di qualcosa che si apprezza profondamente.
Negli ormai lontani anni Novanta i La Sintesi, guidati dal talentuoso capitan Battista, escono con due dischi di notevole qualità; Morgan collabora con il gruppo milanese fiutando una qualità e una creatività impossibili da trascurare. Nasce così, in stato di grazia per chiunque l’abbia ascoltato, L’eroe romantico, seguito, in seconda battuta, da Un curioso caso.
E’ il momento di battere il ferro finché è caldo: Ho mangiato la mia ragazza sbarca a Sanremo e, come fosse già scritto, La Sintesi paga, a caro prezzo come molti suoi simili, l’aver osato sfidare il moloch dei fior.
Il gruppo cade sul campo di battaglia, sciogliendosi successivamente, così come sono stati orgogliosamente affossati, nell’ambito del concorso canoro ligure, altri “esimi compagni di banco”. Prima di loro e dopo di loro è lunga la scia di morti bianche della musica in quel del palco dell’Ariston.
E così si arriva alla serata milanese presso la Casa 139 al concerto di Lele Battista, oggi solista, nonché stoico vessillo di “musica bella” in compagnia di un pubblico fedele che aspetta la sua “musica bella”.
Come un domino generato da un’ipnosi la gente inizia ad accomodarsi a terra vinta dall’incantatore che suggerisce l’arte di annoiarsi. E con la medesima compostezza con la quale si guarda un quadro assistiamo ad un concerto che coinvolge quasi tragicamente, in quel vortice evocativo di desiderio di inverno, di cappotti e di mani fredde, pensieri funzionali o meramente speculativi. Nuove esperienze sul vuoto si alterna in equilibrio perfetto tra amore puro e ricerca del il vuoto, che assume una valenza, nel campo dell’estetica, di integra positività.
Ed è una fuga che gli strumenti suonano: una fuga a metà tra le fughe di Bach e le fughe dal banale. E’ una fuga che interseca il percorso di Mauro Ermanno Giovanardi (ex La Crus) che ha collaborato alla canzone Attento, proponendo la featuring proprio sul palco de La Casa 139: in quei momenti si convoglia sul palco una sorta di dolore perfetto, un dolore bellissimo.
E mentre Il Nido mi fa venire voglia di “nidificare” non posso fare a meno di chiedermi perché tanta bellezza rischi di passare relativamente in sordina; in un mondo perfetto, o quantomeno dignitoso, ci sarebbero più Mescal e meno case discografiche che spadroneggiano e bivaccano come Godzilla nei suoi momenti più distruttivi.
Valeria Panzeri
Fotografie di Balzarini Pier Luigi, in esclusiva per Newnotizie
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Grande Lele Battista, un musicista sottovalutato dalle majors ma di enorme valore artistico. Per fortuna qualcuno ne scrive!