Verona: all’esame della patente con telecamere e auricolari

Poter guidare l’auto è forse il desiderio più diffuso tra coloro che hanno appena raggiunto la maggiore età. Basta ottenere la patente, dopo aver superato un esame neppure troppo difficile, e il gioco è fatto.

A Verona, però, in dieci hanno voluto sfidare anche le più semplici regole, pretendendo di passare per i furbi di turno. Tutti risultano ora indagati nell’ambito di un’inchiesta su una presunta truffa aggravata ai danni della motorizzazione civile legata a esami di guida “truccati”.

La truffa era assai elementare: gli aspiranti patentati si presentavano all’esame scritto con addosso un kit elettronico con cui riuscivano a comunicare con l’esterno e avere le risposte esatte direttamente dagli esperti allertati per l’occasione. Un trucco tanto banale nelle sue modalità, quanto caro per le tasche degli esaminandi svogliati. Il corso normale (con esame regolare) costava 500-660 euro, mentre per quello “truccato” bisognava pagare addirittura 2 mila euro. Degli indagati due sono titolari dell’autoscuola di Verona «Pit stop», due sono «procacciatori» di esaminandi e i rimanenti sei sono i clienti che proprio non volevano prendere un libro tra le mani.

L’indagine era iniziata nel gennaio scorso quando due giovani esaminandi furono sorpresi dall’esaminatore della Motorizzazione civile con addosso un kit elettronico, immediatamente consegnato alla polizia.

Ingegnosa la strumentazione in dotazione ai “furbetti”, un kit che permetteva loro di comunicare con l’esterno attraverso un sistema video-audio collegato ad un cellulare ed a una auricolare senza fili.

All’esaminando veniva dunque assegnata una microtelecamera, nascosta in un bottone attaccato al giaccone, che permetteva di leggere le domande. Da un furgone gli esperti trasmettevano le risposte via auricolare all’esaminando.

Ad insospettire l’esaminatore, nel primo caso registratosi a gennaio, era stato il rumore emesso dagli impulsi della radio trasmittente. Scoperta che costò una denuncia per cinque persone.

Per il momento sono 15 i casi di truffa accertati, ma la polizia ritiene che il numero possa essere superiore. Intanto, tutte le patenti “truccate” sono state revocate.

Raffaele Emiliano

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