Michela Brambilla: istruttoria sui consulenti, “Svolgevano attività di partito”


La Corte dei Conti ha esposto un’istruttoria sull’attività del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e sui suoi consulenti, rei di aver svolto attività di partito stipendiati con ben altre risorse.

Sarebbero una quindicina i collaboratori della Brambilla che, assunti in ministero come consulenti per il rilancio dell’immagine del Paese, avrebbero, in realtà, svolto attività di partito.

Secondo diverse fonti, varie sono le provenienze, ma tutti avrebbero un comune denominatore: esperienze pregresse in Mediaset. Pur essendo a libro paga del ministero del Turismo, i consulenti, che avrebbero tutti lavorato nel mondo dello spettacolo, e in particolare nelle tv Mediaset, al fianco dello stesso ministro Michela Brambilla, svolgevano, o avrebbero svolto, attività presso i Circoli della libertà.

La diretta interessata si difende prontamente: “L’indagine cui si fa riferimento risulterebbe essere stata avviata sulla base di articoli pubblicati da un quotidiano che fa del tentativo di gettare discredito sull’azione di Governo la cifra della sua linea editoriale”.

Danno erariale, per il quale si valutano, ora, i curricula dei collaboratori, i compensi ricevuti per le consulenze, e la durata delle stesse.

“Il ministro Brambilla chiarisca in maniera dettagliata, in Parlamento e al Paese, come vengono spese le risorse economiche messe a disposizione del suo Ministero. La pessima gestione del ministero del Turismo incappa pure nei rilievi della Corte dei conti”, afferma prontamente il responsabile del Turismo del Pd Armando Cirillo.

Questi richiama all’attenzione il quanto mai eloquente paragone con un’altra figura del governo pronta a rispondere dei propri errori all’interno del suo Ministero.“Se i fatti venissero confermati, si tratterebbe dell’indegna conclusione della gestione di un Ministero che, fin dall’inizio, si è distinto per incapacità e continui record negativi. Attendiamo quindi che il ministro del Turismo spieghi prontamente cosa sia accaduto lasciando da parte complotti o letterine patetiche come quelle del suo collega Bondi”.

Carmine Della Pia

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