Studenti contro Berlusconi: in piazza il 12 marzo

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"I comunisti e gli insegnanti delle scuole pubbliche inculcano idee diverse da quelle che vorrebbero trasmettere la famiglie italiane"; un attacco frontale all'istruzione, portato per bocca del Presidente del Consiglio, non si può certo cancellare appellandosi all'ennesimo fraintendimento dei giornalisti malfidati (e magari anch'essi cattivi comunisti).

"Come al solito, - aveva spiegato ieri Berlusconi - anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose"; una giustificazione insufficiente e tardiva che non ha certo placato gli animi dei "partigiani della conoscenza", come si sono definiti gli studenti e le studentesse che hanno indetto una giornata di mobilitazione nazionale per il prossimo 12 marzo, in contemporanea con le manifestazioni "A difesa della Costituzione" promosse dall'associazione "Articolo21".

Sindacati studenteschi, collettivi e associazioni di docenti e genitori scenderanno quel giorno in tutte le piazze d'Italia per riaffermare la dignità della scuola pubblica e la centralità del diritto allo studio e al sapere, mentre AteneinRivolta, network di realtà universitarie in lotta, ha auspicato la costruzione di una manifestazione unitaria, ad aprile, di tutta l'opposizione sociale al Governo delle destre e di Berlusconi.
"Chiediamoci quale potrebbe essere l’effetto di una manifestazione in cui tutte queste istanze (gli studenti del 14 dicembre, gli operai del 28 gennaio, le donne del 14 febbraio, ndr), unite anche ai migranti e ai movimenti per la difesa dei territori, scendano insieme nelle strade per chiedere in maniera decisa e determinata le dimissioni di questo governo. - si legge nel documento - La realtà infatti ci parla di un Paese in cui è presente la voglia di cambiamento, un cambiamento che però non può essere certamente affidato alla magistratura né tantomeno all’opposizione politica istituzionale, ormai totalmente asservita alle logiche di palazzo, ma che si sviluppi tramite un protagonismo di chi in questi mesi si è effettivamente battuto contro le politiche di questo governo".

Un'assemblea nazionale dal titolo inequivocabile ("Organizziamo la rivolta!") è stata indetta a Roma per il 25, 26 e 27 marzo; l'Flc-Cgil, il sindacato del settore della conoscenza, intanto, ha confermato lo sciopero generale del settore per il prossimo 25 marzo, in concomitanza con la mobilitazione indetta dai lavoratori pubblici del sindacato di Corso Italia.
Proprio la Cgil, d'altronde, potrebbe nei prossimi giorni superare la fase di profonda, e a tratti aspra, discussione interna, per convocare quello sciopero generale che molti vedono come possibile catalizzatore del malcontento sociale e culturale che attraversa il Paese.

La segreteria del sindacato - riunitasi oggi - ha, infatti, "avviato le procedure per individuare modalità e data più utile per la riuscita dello sciopero generale".

Mattia Nesti

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