Don Seppia: per la ‘neve’ 300 euro al giorno. Sulla pelle un tatoo satanico?

Chi era in verità don Riccardo Seppia? E’ questa la domanda a cui gli inquirenti liguri vogliono dare una risposta. Quella del prete di Sestri Ponente, finito nel carcere di Marassi con l’accusa di abusi sessuali su minori e cessione di sostanze stupefacenti, è una storia buia, lontana da quella chiarezza che dovrebbe caratterizzare un pastore di anime.
Man mano che passano i giorni, sempre più particolari inquietanti giungono alla stampa ma la sensazione è che il mistero che avvolge la figura di don Seppia, enigmi che non hanno probabilmente mai avuto a che fare con la fede cristiana, sia ancora molto corposo.
Le ultime indiscrezioni riguardano il consumo assiduo di cocaina da parte del curato che sarebbe arrivato a spendere anche trecento euro al giorno. In tanti a Sestri Ponente, adesso, si chiedono: dove prendeva quei soldi don Riccardo?

Neve costosa – Per soddisfare il proprio fabbisogno di droga e per rifornirsi dell’esca da lanciare ai “ragazzini con disagi“, don Riccardo doveva spendere tanti soldi. A sostenerlo sono gli inquirenti che si trovano a indagare su una storia sbucata fuori per caso. Un anno fa, gli inquirenti stavano seguendo un giro di anabolizzanti che arrivavano nelle palestre del milanese, per alimentare a costo della salute i muscoli dei fanatici del corpo, ma si sono imbattuti in qualcuno che aveva sempre dichiarato di prediligere la cura dell’anima a quella dei sensi: un parroco. Don Riccardo faceva la spola tra Sestri Ponente e Milano per rifornirsi di droga che avrebbe utilizzato non solo per se stesso, ma anche per attirare a sé adolescenti che pur di avere la tanto desiderata ‘neve‘ avrebbero accettato di ricevere le sue attenzioni morbose.
Ciò che, però, al momento non si capisce è dove il prete trovasse i soldi per portare avanti i propri vizi. Uno stipendio di 1.200 euro non avrebbe potuto permettere di condurre una vita così sregolata: è questa la convinzione che ha portato gli inquirenti a sospettare che in questa vicenda potrebbero essere implicate altre persone.

Satana – Le bestemmie, le invocazioni al demonio, adesso un tatuaggio: un sole con sette raggi, dai significati potenzialmente satanici. I dubbi sulla mancata fede di don Riccardo spalancano la porta alla sua antitesi: il prete aveva a che fare con personaggi vicino al satanismo oppure le sue erano reazioni dovute soltanto alla sovreccitazione conseguente all’abuso di droga? In attesa che le indagini facciano il loro corso e che l’ex parroco inizi a parlare, a Sestri Ponente l’incredulità lascia pian piano posto allo sdegno.

S. O.

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