Domus Mortem: indagini sulla rete, marketing o fake?

Domus Mortem. Al popolo del web non è proprio andato giù il sito dall’inquietante nome Domus Mortem. Una moltitudine di persone si è messa quindi ad indagare sulla questione, sulla quale a dire il vero già inizialmente gravavano alcuni dubbi. Gli ultimi aggiornamenti sembrerebbero propendere per almeno una delle due ipotesi meno gravi, soprattutto nei confrotti del povero felino apparentemente intrappolato da giorni nella gabbia. Il blog brasiliano che per primo ha azzardato la teoria concernente una quantomeno stramba strategia di marketing da parte di una società brasiliana, la Icons4u & Desing Ltda”, in un aggiornamento, insiste, riportando ulteriori dati.

Il walzer dei domini internet. Secondo il suddetto blog, i domini domusmortem, .com  e .net, avrebbero uguale provenienza. Su entrambi è stato visto il gatto chiuso in gabbia, in apparente attesa dell’esito del macabro voto degli internauti, chiamati dal sito stesso a decidere della sua vita. Le consutazioni dei domini, avvenute tramite siti appositi, porterebbero tutte ad un’impresa che si occupa di protezione degli stessi domini. Il sito di quest’ultima sarebbe www.protectdomainservices.com. Un po’ diverso sarebbe il discorso per il dominio .com.br, non protetto, ma tutti e tre, al momento della pubblicazione dell’articolo, precisa ancora il blog,  sarebbero ospitati su locaweb.com.br, il che, secondo l’autore del post, farebbe presumere appunto la medesima provenienza.

Il fake postato su YouTube. La verità potrebbe però essere tutt’altra. In un video messo in rete tramite YouTube (e visibile sotto), un utente scannerizza l’apparente diretta della prigionia del felino con un programma apposito, chiamato Pixel Metric Player. Verso i 2 minuti e 50 secondi (dello scorrere  delle immagini nel programma, non del video in sé stesso), la sorpresa, evidenziata da una scritta in inglese, che tradotta suona così: “da nero come la pece a mattina piena? differenti posizioni della videocamera? in un secondo?” Sostanzialmente, la diretta del gatto, non sarebbe per niente tale. A provarlo, secondo l’autore del video, il fatto che l’esterno della camera in cui è visibile la gabbia del gatto, passerebbe da buio pesto, cioè dalla notte, alla luce del mattino, in non più di un secondo di tempo. Inoltre, contestualmente, cambierebbe l’angolazione di ripresa filmata della gabbia. Un fake quindi, anche secondo molti dei commenti leggibili sotto lo stesso video. Un’ulteriore conferma giungerebbe ancora dal blog brasiliano, che sempre nello stesso aggiornamento contesta duramente il fatto che il conto alla rovescia inerente la vita del povero micio sia veramente una diretta. A sostengo della sua tesi riporta questo link, nel quale appunto appare ancora lo stesso gatto, che sembra fare sempre gli stessi movimenti. “E’ un archivio swf” sostiene ancora zeusinmemoriam;  swf è in effetti un’estensione per file video, come la ben più popolare .avi. Non una diretta quindi, ma un video registrato, o al massimo più video registrati, ma comuque sempre quelli. Il gatto potrebbe addirittura non essere più nella gabbia ed esserci stato tra l’altro stato solo per pochi minuti, chissà quando. Un’ipotesi certamente possibile e con diversi dati a sostegno, ma comunque non confermata.

A.S.

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