Melania, pm Ferraro sospeso per infermità ma perizie dimostrano l’opposto

Nuovi dettagli sul provvedimento che il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha preso nei confronti di Paolo Ferraro, magistrato romano d’un tratto ritenuto inadatto “ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio“. Una vicenda che, nonostante sembri passare perlopiù inosservata sulle emittenti televisive ma anche sui più importanti quotidiani, rimane oscura l’ufficialità della decisione: Parolo Ferraro è stato sospeso per quattro mesi per motivi di salute, nonostante lui si dichiari perfettamente abile e a suo sostegno ci siano diverse perizie mediche. Se si fosse maliziosi, verrebbe da pensare che qualcuno ha interesse a far passare il magistrato per un ‘mezzo matto‘. Ma per quale motivo?

Setta satanica e giallo di Ripe – Paolo Ferraro da diverso tempo si interessa di quello che, se appurato, potrebbe essere una sorta di vaso di Pandora capace di destabilizzare i piani alti delle istituzioni: il magistrato ha condotto in prima persona un’indagine su una presunta setta satanica, a cui avrebbero aderito anche alcuni esponenti dell’esercito, un gruppo segreto che si riunirebbe in eventi dove confluirebbero riti esoterici e banchetti a base di sesso e droga. Ad avvalorare questa pista ci sarebbero anche dei files audio che contribuirebbero a dissolvere qualsiasi dubbio sulla tesi del magistrato.
L’indagine di Ferraro potrebbe, a detta dello stesso, intrecciarsi anche con il delitto di Ripe di Civitella dove il 20 aprile fu ritrovata morta Melania Rea, moglie di un caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno.

Parola agli avvocati – A criticare aspramente il modo di agire del Csm, che si sarebbe contraddistinto per una celerità sconosciuta prima, giungono i commenti di Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, avvocati di Ferraro: “Il procedimento cautelare seguito dal Csm risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma. Non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”.
A insospettire i due legali un altro particolare: “Il Csm – hanno riferito gli avvocati del magistrato – ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte, private e pubblica del 2011, attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato, ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi”.
Secondo Cecchetti e Carta, Ferraro sarebbe rimasto vittima della rancorosa rivalità con alcuni colleghi: “In definitiva, il Csm ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce“.

Conferenza stampa – Da parte sua, il magistrato non vuole far passare sotto silenzio quella che considera una vera e propria vendetta e così ha indetto una conferenza stampa per lunedì prossimo, alle ore 16, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma, viale Bruno Buozzi 87.

Simone Olivelli

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