E’ dal 1990 che al Sanders Theatre dell’Università di Harvard vengono premiate le ricerche scientifiche più improbabili, con i premi IgNobel (o Ignobel), parodia dei più famosi Premi Nobel.
Questi riconoscimenti premiano i lavori scientifici che “first make people laugh, and then make them think”, cioè che in primis fanno ridere ed in secondo luogo pensare.
La prima cerimonia annuale dei premi IgNobel si è tenuta il 29 settembre scorso, al Sanders Theatre, dove si riunisce anche l’Accademia nazionale delle scienze, gremito da 1200 spettatori i quali hanno applaudito, fischiato e bersagliato con aeroplanini di carta i vincitori, che sono stati premiati con un attestato in carta riciclata ed un souvenir di plastica del valore inferiore ai 6 dollari.
Nel proseguo di questo articolo potete trovare un elenco degli scienziati che hanno ricevuto i prestigiosi premi IgNobel 2011, anche se è certo che svariati lavori di ricerca altrettanto esilaranti siano rimasti, purtroppo, esclusi.
Fisiologia: Anna Wilkinson (UK), Natalie Sebanz (Paesi Bassi, Ungheria e Austria), Isabella Mandl (Austria) e Ludwig Huber (Austria) per lo studio “Nessuna evidenza di sbadiglio contagioso nella tartaruga a zampe rosse Geochelone carbonaria“, uscito su Current Zoology, vol. 57, no. 4, 2011.
Chimica: Makoto Imai, Naoki Urushihata, Hideki Tanemura, Yukinobu Tajima, Hideaki Goto, Koichiro Mizoguchi e Junichi Murakami (Giappone) per la determinazione della concentrazione ideale di wasabi (rafano) nell’aria per svegliare le persone in caso di incendio o altra emergenza e per aver inventato l’allarme al wasabi.
Psicologia: Karl Halvor Teigen dell’università di Oslo (Norvegia) per la ricerca su ciò che nella vita quotidiana porta la gente a sospirare, in Scandinavian Journal of Psycology, vol. 49, no. 1, 2008.
Letteratura: John Perry dell’università di Stanford (USA), per la sua Teoria della procrastinazione strutturata, rif. Chronicle of Higher Education, febbraio 23, 1996.
Biologia: Darryl Gwynne (Canada, Australia, USA) e David Rentz (Australia e USA) per la scoperta che alcuni tipi di buprestidi si accoppiano con alcuni tipi di bottiglie di birra australiana, rif. Journal of the Australian Entomological Society, vol. 22, 1983.
Fisica: Philippe Perrin, Cyril Perrot, Dominique Deviterne e Bruno Ragaru (Francia) e Herman Kingma (Paesi Bassi) per aver evidenziato che il lancio del disco procura un senso di vertigini e quello del martello no, rif. Acta Oto-laryngologica, vol. 120, no. 3, marzo 2000.
Matematica: Dorothy Martin (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1954; Pat Robertson (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1982; Elizabeth Clare Prophet (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel1990); Lee Jang Rim (Corea) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1992; Credonia Mwerinde (Uganda) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1999 e Harold Camping (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito il 6 settembre 1994 e poi il 21 ottobre 2011, avendo così insegnato a tutti che postulati e calcoli matematici vanno maneggiati con cura.
Medicina: Mirjiam Tuk (Olanda), Debra Trampe (Olanda), Luk Warlop (Belgio), Peter Snyder e Robert Feldman (USA), Robert Pietrzark, David Darby, e Paul Maruf (Australia), per aver dimostrato che le persone prendono decisioni migliori su alcune cose, ma peggiori su altre, quando hanno una forte urgenza di urinare, rif. Mirjam A. Tuk, Debra Trampe and Luk Warlop, Psychological Science, vol. 22, no. 5, Maggio 2011, e Matthew S. Lewis, Peter J. Snyder, Robert H. Pietrzak, David Darby, Robert A. Feldman, Paul T. Maruff, Neurology and Urodynamics, vol. 30, no. 1, gennaio 2011.
Pace: Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, Lituania, per aver dimostrato che il problema delle auto di lusso in sosta vietata si risolve passandoci sopra con un carro armato.
Pubblica sicurezza: John Senders dell’università di Toronto (Canada) per una serie di esperimenti in cui una persona guida la macchina su una superstrada mentre viene ripetutamente accecata da uno schermo, rif. John W. Senders, et al., Highway Research Record, vol. 195, 1967.
Per maggiori informazioni sui premi IgNobel visitate il sito: www.improbable.com.
Alice Ughi
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Questi riconoscimenti premiano i lavori scientifici che “first make people laugh, and then make them think”, cioè che in primis fanno ridere ed in secondo luogo pensare.
La prima cerimonia annuale dei premi IgNobel si è tenuta il 29 settembre scorso, al Sanders Theatre, dove si riunisce anche l’Accademia nazionale delle scienze, gremito da 1200 spettatori i quali hanno applaudito, fischiato e bersagliato con aeroplanini di carta i vincitori, che sono stati premiati con un attestato in carta riciclata ed un souvenir di plastica del valore inferiore ai 6 dollari.
Nel proseguo di questo articolo potete trovare un elenco degli scienziati che hanno ricevuto i prestigiosi premi IgNobel 2011, anche se è certo che svariati lavori di ricerca altrettanto esilaranti siano rimasti, purtroppo, esclusi.
Fisiologia: Anna Wilkinson (UK), Natalie Sebanz (Paesi Bassi, Ungheria e Austria), Isabella Mandl (Austria) e Ludwig Huber (Austria) per lo studio “Nessuna evidenza di sbadiglio contagioso nella tartaruga a zampe rosse Geochelone carbonaria“, uscito su Current Zoology, vol. 57, no. 4, 2011.
Chimica: Makoto Imai, Naoki Urushihata, Hideki Tanemura, Yukinobu Tajima, Hideaki Goto, Koichiro Mizoguchi e Junichi Murakami (Giappone) per la determinazione della concentrazione ideale di wasabi (rafano) nell’aria per svegliare le persone in caso di incendio o altra emergenza e per aver inventato l’allarme al wasabi.
Psicologia: Karl Halvor Teigen dell’università di Oslo (Norvegia) per la ricerca su ciò che nella vita quotidiana porta la gente a sospirare, in Scandinavian Journal of Psycology, vol. 49, no. 1, 2008.
Letteratura: John Perry dell’università di Stanford (USA), per la sua Teoria della procrastinazione strutturata, rif. Chronicle of Higher Education, febbraio 23, 1996.
Biologia: Darryl Gwynne (Canada, Australia, USA) e David Rentz (Australia e USA) per la scoperta che alcuni tipi di buprestidi si accoppiano con alcuni tipi di bottiglie di birra australiana, rif. Journal of the Australian Entomological Society, vol. 22, 1983.
Fisica: Philippe Perrin, Cyril Perrot, Dominique Deviterne e Bruno Ragaru (Francia) e Herman Kingma (Paesi Bassi) per aver evidenziato che il lancio del disco procura un senso di vertigini e quello del martello no, rif. Acta Oto-laryngologica, vol. 120, no. 3, marzo 2000.
Matematica: Dorothy Martin (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1954; Pat Robertson (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1982; Elizabeth Clare Prophet (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel1990); Lee Jang Rim (Corea) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1992; Credonia Mwerinde (Uganda) per aver previsto che il mondo sarebbe finito nel 1999 e Harold Camping (USA) per aver previsto che il mondo sarebbe finito il 6 settembre 1994 e poi il 21 ottobre 2011, avendo così insegnato a tutti che postulati e calcoli matematici vanno maneggiati con cura.
Medicina: Mirjiam Tuk (Olanda), Debra Trampe (Olanda), Luk Warlop (Belgio), Peter Snyder e Robert Feldman (USA), Robert Pietrzark, David Darby, e Paul Maruf (Australia), per aver dimostrato che le persone prendono decisioni migliori su alcune cose, ma peggiori su altre, quando hanno una forte urgenza di urinare, rif. Mirjam A. Tuk, Debra Trampe and Luk Warlop, Psychological Science, vol. 22, no. 5, Maggio 2011, e Matthew S. Lewis, Peter J. Snyder, Robert H. Pietrzak, David Darby, Robert A. Feldman, Paul T. Maruff, Neurology and Urodynamics, vol. 30, no. 1, gennaio 2011.
Pace: Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, Lituania, per aver dimostrato che il problema delle auto di lusso in sosta vietata si risolve passandoci sopra con un carro armato.
Pubblica sicurezza: John Senders dell’università di Toronto (Canada) per una serie di esperimenti in cui una persona guida la macchina su una superstrada mentre viene ripetutamente accecata da uno schermo, rif. John W. Senders, et al., Highway Research Record, vol. 195, 1967.
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