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16 dicembre 2011A cura di:admin

16 dicembre: l’oscena legittimazione del razzismo

zingari 16 dicembre: l’oscena legittimazione del razzismoEra il sedici dicembre del 1942. Heinrich Himmler, uno degli uomini di potere più importanti della Germania nazista, ordinò che anche gli zingari dovevano essere deportati. Ennesima vittima della follia di uno Stato che aveva reso legale il razzismo, anche il popolo rom fu destinato ad una sorte che, al giorno d’oggi, scongiuriamo anche ai topolini.

Ricordiamo per non dimenticare – Noi ci troviamo nell’epoca in cui fanno scandalo i canili fatiscenti, in cui ci si indigna, a ragione, quando prodotti cosmetici vengono testati sui coniglietti; ebbene, pochi decenni fa un numero imbarazzante di esseri umani non meritò la pietà dei propri simili. Milioni di uomini, donne e bambini furono vittime della legittimazione di un razzismo becero. Vennero affamati, lasciati al freddo, umiliati, seviziati, ammassati in camerate gelide e sporche, costretti ad ogni tipo di lavoro di forza, torturati e uccisi brutalmente. Ha ancora senso riesumare, oggi, questi atroci ricordi che ci accomunano, in quanto esseri umani? Purtroppo assolutamente sì.

Germania, 1942/Torino, 2011 – Nella società del benessere, così moralmente elevata da riuscire a piangere per i cincillà, ancora si fa fatica a superare il confine dell’etnia e del colore della pelle. Qualche giorno fa, a Torino, una giovane proveniente da una famiglia particolarmente all’antica, ha pensato bene di accusare di violenza sessuale due uomini, ipoteticamente provenienti dal campo nomadi nei pressi, per paura che i propri genitori scoprissero che la sua verginità se ne era andata per amore. Farebbe quasi tenerezza la sedicenne in questione, se non fosse che la sua bugia ha innescato un meccanismo che ha portato alcuni “civilissimi” italiani a dare alle fiamme il campo rom dal quale si pensava provenissero i due stupratori. La caccia alle streghe era stata legittimata: quando la giovane piemontese ha confessato la verità, era troppo tardi. Era il sedici dicembre del 1942. Heinrich Himmler sancì con un proprio ordine l’inferiorità dell’etnia rom rispetto a quella ariana. Pochi giorni fa una bugia detta con leggerezza ha fatto sì che qualcuno si sentisse legittimato, per un giorno, a procedere dallo stesso abietto presupposto. “La storia è maestra, ma non ha scolari”, diceva Antonio Gramsci. In questi casi è inevitabile abbassare tristemente la testa di fronte alla verità di tale enunciato.

Martina Cesaretti