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18 gennaio 2012A cura di:Maria Saporito

Intervista al leader del Movimento dei Forconi: Contro di noi la macchina del fango

forconi Intervista al leader del Movimento dei Forconi: Contro di noi la macchina del fangoDal 16 gennaio tengono sotto scacco la Sicilia, organizzando presidi negli snodi stradali, autostradali e ferroviari. Il “Movimento dei Forconi” non scherza e all’indifferenza della politica risponde con la sua rivoluzione pacifica. Un popolo di agricoltori, allevatori, artigiani, autotrasportatori (e non solo), uniti dalla dignità del lavoro e dalla voglia di riscatto. Ma a puntare il dito contro di loro sono tantissimi e questo Mariano Ferro, leader del Movimento, lo sa bene.

Signor Ferro, cosa sta succedendo in Sicilia?

“Questa è una protesta contro un mondo politico che non è stato attento a quello che stava per accadere e che ha voluto insistere su questa indifferenza. Ma a noi va bene così, quello che sta accadendo oggi è davanti gli occhi di tutti”.

Siete soddisfatti di quanto avete finora fatto?

“Guardi, quando si porta un popolo in rivolta o quasi non si può essere soddisfatti perché il sottofondo è quello di un malessere generale e da questo può scaturire il nervosismo. Però di una cosa sono contento: che il popolo siciliano si sia svegliato, di questo sono contentissimo, anzi felice. Ma non possiamo fermarci qui, adesso ci vogliono le risposte. So che questo è un momento congiunturale difficile però è anche vero che in questo momento bisogna dare le risposte a una popolazione che è affamata, da sempre bistrattata e marchiata come mafiosa“.

Saprà che le resistenze contro di voi sono fortissime e che in molti guardano in cagnesco alla vostra mobilitazione, accusandovi di aggravare la crisi dell’economia isolana.

“Si è messa in moto la macchina del fango. Il presidente di Confindustra Sicilia, Ivan Lo Bello, ha addirittura dichiarato che dietro questo movimento c’è la delinquenza organizzata. Guardi, io ho bisogno di soldi quindi dico a Lo Bello che se vuole essere querelato probabilmente ne potrei ricavare qualcosa. Devono denunciare alla polizia, alla questura e a tutte le istituzioni dove le denunce vanno fatte: se c’è questa delinquenza organizzata, facciano nomi, cognomi e denunce scritte”.

E la presunta ingerenza di Forza Nuova?

“Siccome c’è una ragazza, la figlia di un  movimentista dei nostri, che appartiene a Forza Nuova, il movimento è stato associato a Forza Nuova. Questa cosa è ridicola: sanno tutti che siamo lavoratori della terra e che ci siamo messi in moto solo perché abbiamo fatto autodifesa. Stanno cercando gli scheletri negli armadi perché questo movimento ha avuto un successo enorme. Questa cosa che viene dal basso sta facendo impazzire il mondo politico e tutto il sistema fatto da sindacati e associazioni di categoria. Impazziscano pure, non troveranno nulla”.

Cosa risponde a chi sostiene che la vostra protesta sta tagliando le gambe all’isola?

“Tutti stanno dicendo che l’economia siciliana che era già in ginocchio, adesso si impoverisce ancora di più. Io dico: se dobbiamo morire in 30 anni, in 40 anni, forse è meglio che moriamo in 5 giorni”.

E’ vero che in passato ha aderito all’Mpa di Raffele Lombardo?

“Assolutamente no. Io ho fatto un intervento pubblicato su Youtube in cui ho detto a Raffale Lombardo: Caro presidente, se lei vuole prendere questa strada, che è quella che stiamo tracciando oggi, ci segua. Altrimenti pazienza. Noi non chiediamo ancora le dimissioni di Lombardo, ma se continuano a stare là seduti a non far nulla, se ne possono andare tutti a casa perché io non rispetto nessuno”.

In definitiva ne è valsa la pena?

“Guardi, questa cosa è bellissima perché questo movimento che nasce dentro il popolo siciliano, che viene dall’anonimato, dalla povertà di gente di campagna, si sta muovendo contro una categoria di ladroni e di finti. E’ una cosa bellissima e in Sicilia poi è ancora più bella”.

E’ la vostra “Primavera araba”.

“Io l’ho detto tre giorni fa a Raffale Lombardo che ci ha voluto incontrare e, allargando le braccia, ci ha detto che non poteva fare nulla. Io gli ho detto: Caro presidente, evidentemente la ‘Primavera araba’ è salita un poco più su e ha contagiato anche noi”.

Maria Saporito

 

 

 

 

 

 

 

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