Puma Punku: le rovine più antiche della Terra sono aliene
Puma Punku: le rovine più antiche della Terra sono aliene. “Puma Penku” o “Pumapunku” o “Puma Punc”. Comunque lo si chiami, comunque lo si pronunci, questo nome significa “Porta del Puma” e si riferisce al più antico sito archeologico della Terra. Molti i misteri che riguardano questo i resti di Tiwanaku, in Bolivia. Ma su di un dato tutti gli archeologi sembrano concordare: la datazione. Le rovine, che si devono all’altrettanto misteriosa civiltà Tiahuanaco – sviluppatasi tra la Bolivia, il Cile ed il Perù – risalgono al 1200 a.C. ossa a circa 3000 anni fa. Si tratta di strtture megalitiche in granito e diorite (roccia estremamente dura e quindi molto diffile da lavorare).
Tracce aliene. Già questo basterebbe a porre degli interrogativi leggittimi: i megaliti richiedono sforzi sovraumani se non si è in possesso di apparecchiature tecnologiche (strumentazione che gli uomini de tempo, stando alla storia ufficiale, non potevano possedere). La situazione è però resa ancora più complicata dal fatto che le cave di granito e diorite si trovavano a circa 60 chilometri dalla città, di cui 20 chilometri di deserto boliviano. Come è stato possibile, quindi, trasportare quei massi incredibilmente pesanti per un percorso così lungo e tortuoso? Ma non finisce qui. Come si accennava, i materiali usati sono di difficile lavorazione quindi non si capisce come, con i pochi strumenti del tempo, siano riusciti a realizzare lavori di altissima precisione. Le pietre, infatti, sono lavorate in modo tale da formare incastri perfetti e assemblate da un sistema complesso di pesi ed incisioni nella roccia. Insomma lo zampino alieno sembra quasi obbligatorio.
Cristina Mania
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