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24 marzo 2012A cura di:Beatrice Pagan

The Hunger Games: debutto negli Stati Uniti tra record e polemiche

hinag badge 294x287 The Hunger Games: debutto negli Stati Uniti tra record e polemicheRecord di incassi - The Hunger Games, primo film della trilogia tratta dagli omonimi romanzi scritti da Suzanne Collins, ha fatto registrare un record nelle proiezioni di mezzanotte, ma nelle stesse ore è scoppiata una polemica legata all’uso del marchio.

I numeri – Il film, che vede protagonista l’attrice Jennifer Lawrence nel ruolo di Katniss Everdeen, ha incassato circa 19.74 milioni di dollari negli spettacoli di mezzanotte. La cifra fa così ottenere al film il settimo posto di sempre dopo gli ultimi tre film di Harry Potter e quelli di Twilight. Il risultato migliora ulteriormente se si escludono i sequel: The Hunger Games arriva in questo caso al primo posto della speciale classifica. Il primo film di Twilight, ad esempio, ha incassato solo 7 milioni.
Gli incassi del film dovrebbero raggiungere durante il week-end una cifra compresa tra i 90 e i 110 milioni di dollari.

La discussione – Gli ottimi risultati potrebbero però venir messi in ombra da una polemica in atto causata da una lettera inviata dalla Lionsgate, casa di produzione del film, all’organizzazione Oxfam.
I fans della saga di Suzanne Collins, guidati dal gruppo Harry Potter Alliance, ha infatti dato vita ad una campagna in collaborazione con Oxfam intitolata Hunger is Not a Game (La fame non è un gioco). L’iniziativa supporta la campagna GROW che ha lo scopo di incoraggiare l’agricoltura locale per ridurre i costi di trasporto e gli sprechi, migliorando così la situazione alimentare della popolazione.
La Lionsgate ha però contattato Oxfam per chiedere che la campagna venga bloccata immediatamente a causa dei danni causati alla casa di produzione e agli sforzi del reparto marketing, e affermando che si tratta di uno sfruttamento illegale del marchio.
Nonostante in passato l’iniziativa avesse ricevuto gli auguri di un grande successo, e nella lettera si lodino gli scopi umanitari sottolineando che altre cause benefiche sono supportate ufficialmente (UN’s World Food Program e Feeding America) dalla Lionsgate, è chiara la minaccia che potrebbe esserci in futuro una causa per violazione del marchio e altre proprietà intellettuali.
Gli organizzatori di Hunger is Not a Game si sono dichiarati delusi da questo comportamento contro i fans e la loro volontà di cambiare il mondo in modo positivo ispirati dalla storia dei romanzi e del film.

Beatrice Pagan