Un uomo si dà fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate
Torcia umana. A Bologna un uomo si è dato fuoco nella sua auto parcheggiata davanti all’Agenzia delle Entrate, un luogo scelto non a caso, per mettere in atto il gesto disperato. Si tratta di un artigiano edile 58enne che, esasperato dai debiti con il fisco, ha deciso di farla finita.
Bruciato vivo. L’uomo ha riportato ustioni gravissime su tutto il corpo e, dopo essere stato portato all’ospedale Maggiore, è stato trasferito al?Centro grandi ustionati di Parma. Un testimone racconta: «Ho visto l’auto in fiamme, poi una cosa a terra. Ho capito dopo che era un uomo». Ad essere ricoverata in ospedale è stata anche la moglie del muratore che, venuta a conoscenza dell’accaduto, è stata colta da un forte malore.
I soccorsi. Immediatamente, è stato chiesto l’intervento di una pattuglia che era nei paraggi. Uno dei vigili urbani giunti sul luogo della tragedia, si è avvicinato a quella che, ormai, era diventata una torcia umana e, con il suo giaccone, ha cercato di spegnere le fiamme. Poco dopo sono intervenuti anche una volante della polizia, i vigili del fuoco e il 118.
Le lettere. Prima del gesto estremo l’artigiano aveva lasciato, nei pressi dell’auto, due lettere e un messaggio di addio. Nella prima lettera, indirizzata a sua moglie, l’uomo le chiede perdono per aver scelto il suicidio. Nella seconda lettera, indirizzata alla commissione tributaria, l’imprenditore scrive di versare in una condizione economica disastrosa, di aver sempre pagato le tasse e di sentirsi ingiustamente perseguitato dal Fisco, al quale chiede di non tartassare,ora, sua moglie.
Un Paese alla deriva. Questa non è la prima volta che un lavoratore sceglie la strada del suicidio perché tormentato da gravi problemi economici. È la prima volta, però, che si giunge a un gesto tanto estremo, come darsi fuoco, segno di una cieca disperazione. L’ultimo caso di suicidio risale a tra mesi fa, quando un imprenditore padovano si è tolto la vita nel suo ufficio con un colpo di pistola. C’è stato, poi, il caso di un commerciante napoletano che, nel febbraio del 2011, si è suicidato impiccandosi nel suo negozio. La lista funesta è ancora molto lunga, ma basta ricordare alcuni casi, rappresentativi di una disperazione crescente in un Paese alla deriva.
Giovanna Fraccalvieri
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