Finanziamenti ai partiti: le reazioni contro Alfano, Bersani e Casini

L’argomento è quanto mai faticoso e rischia di esasperare gli animi dei troppi cittadini che stentano ad onorare il pagamento delle tasse mentre assistono allo spettacolo dei partiti che scialacquano senza freno. A ingarbugliare il tutto, la dichiarazione congiunta di Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani, granitici nella difesa dei rimborsi elettorali. Una presa di posizione che, però, non tutti sembrano condividere e che ha spinto Antonio Di Pietro (Idv), Debora Serracchiani (Pd) e Giorgio Stracquadanio (Pdl) a marcare le distanze.

Il buon esempio di Di Pietro – “Giù le mani dai rimborsi elettorali“: è questo, in sintesi, il messaggio lanciato ieri dai tre leader della maggioranza in risposta alle polemiche incardinate sulla comprovata cattiva gestione dei finanziamenti pubblici da parte di alcuni partiti. Parole – quelle di Alfano, Bersani e Casini – che non hanno convinto tutti e che hanno, anzi, spinto alcuni colleghi a dire la loro. “In un momento così drammatico per il nostro paese, dove il governo ha colpito le fasce sociali più deboli – ha osservato Antonio Di Pietro – la politica deve dare il buon esempio cominciando a tagliare gli sprechi e le vagonate di soldi pubblici incassati”.

Forconi a Montecitorio – “La politica non può far finta di niente e ignorare le condizioni del paese – ha continuato l’ex togato – Il provvedimento all’acqua di rose proposto da Alfano, Bersani e Casini è una presa in giro per i cittadini e per la dignità delle istituzioni. L’Italia dei valori si batterà in Parlamento per restituire agli italiani il maltolto. Se si continua così – ha concluso il leader dell’Idv – i cittadini arriveranno con i forconi davanti Montecitorio“.

Lo sconcerto di Stracquadanio – Fin qui la reazione che ti aspetti: quella del solito Di Pietro impegnato a riportare i malumori della gente. Ma a sorpresa è giunta ieri anche la “condanna” di un berlusconiano doc come Giorgio Stracquadanio. “Sono sconcertatoha esordito – dalle parole dei segretari dei partiti di maggioranza a proposito del finanziamento ai partiti e della riforma più che necessaria. In un paese in cui lo Stato sta strangolando l’economia con una tassazione insostenibile, in cui imprenditori – ha spiegato il pidiellino – si tolgono la vita per la morsa tra tasse e stretta del credito, i partiti non sono nemmeno capaci di un gesto di buona volontà come rinunciare all’ultima rata di un finanziamento più che eccessivo”.

Serracchiani: Risposte forti all’insofferenza – Di più: “Per quanto mi riguarda – ha annunciato Stracquadanio – quando arriverà in commissione e in Aula il disegno di legge sul presunto rafforzamento dei controlli, non voterò nulla che eluda il problema della somma che i partiti ricevono dallo Stato”. E ad alzare la voce contro la linea dettata dal suo segretario è stata anche Debora Serracchiani, giovane eurodeputata del Pd: “Dobbiamo dimostrare che vogliamo riformare davvero il sistema dei partiti e possiamo farlo già ora rinunciando alla tranche del finanziamento di luglio – ha spiegato – Quando dal paese si alza un grido così unanime di insofferenza sarebbe grave supporre che basti una risposta all’apparenza debole o opaca. E la sospensione del versamento dei cento milioni di rimborsi elettorali nelle casse dei partiti – ha rincarato la democratica – è avvertita proprio così, come un trucco.

Maria Saporito

 

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