B.B. King e la sua Lucille: il mito sbarca a Milano (foto)
E’ davvero difficile descrivere un mito come B.B. King; è davvero difficile, quasi impossibile, trovare il giusto aggettivo, la giusta definizione. Basta però citare un numero ed un nome per definire il genio e la sua bellezza artistica: 1925 e “Lucille”. 1925 è la data di nascita del chitarrista statunitense; 1925 vorrà dire il prossimo 16 settembre 87 anni, una vita spesa per la musica dove la musica è diventata la sua vita. Perché se dopo più di sessant’anni sei ancora lì, in giro per l’Europa a fare quello che meglio ti riesce è perché la passione che hai dentro è qualcosa di una portata travolgente.
E Lucille. Lucille è la sua chitarra, per i più tecnici una Gibson ES-355 custom, la sua compagna di una vita intera. Un nome con cui battezzò la sua sei corde dopo un’esperienza poco felice, un incendio provocato, proprio in un locale dove si stava esibendo nel 1949, da una lite tra due uomini. B.B. King, una volta fuori dal locale, si accorse di aver lasciato la sua Gibson all’interno, sfidò le fiamme, recuperò la sua chitarra per scoprire successivamente che quei due litigavano per una donna, litigavano per Lucille.
E’ l’Ippodromo di San Siro, teatro del Samsung Galaxy City Sound, ad ospitare il re del blues. In apertura il palco meneghino ospita Kenny Wayne Shepherd, artista blues rivelazione per la prima volta in Italia. La sua esibizione inizia qualche minuto prima delle 20, il pubblico sta prendendo posto pian piano ma il bluesman raccoglie molti applausi. Grandissima tecnica, ottima fantasia improvvisativa, il giusto riscaldamento in attesa del re.
E’ la volta di B.B. King. Lo precede la sua band, una vera e propria orchestra con batteria, basso, tastiere, chitarra e ben quattro fiati, per un paio di pezzi dove ciascuno esprime e dimostra le proprie abilità.
Finito il secondo brano arriva lui, il re del blues. Pantaloni neri, scarpe nero vernice e camicia sui toni dell’azzurro, raccoglie un mazzo di fiori lanciato dal pubblico, saluta emozionato e prende posto in mezzo al palco. E’ sorprendente vederlo, ascoltarlo, sorprendente pensare che quell’uomo suona, canta da decine e decine d’anni. La voce non ha perso smalto e l’età, l’esperienza l’hanno resa quasi più graffiante.
Invita spesso i presenti, mettendo le mani vicino alle orecchie, a fare sentire il proprio calore e, in segno di approvazione, alza i pollici verso l’alto.
Il pollice alto è però solo per lui, per B.B. King, il blues fatto persona. Chapeau.
Pier Luigi Balzarini
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Fotografie di Pier Luigi Balzarini






































