Lombardia: Grillo vuole licenziare Formigoni
Un governatore incandidabile, vicino a lobbysti e politici variamente coinvolti negli scandali della sanità regionale. Il ritratto che Beppe Grillo ha fornito di Roberto Formigoni è, a dir poco, impietoso e ha preso le mosse da una battaglia che il blogger ha ingaggiato da tempo. “Se non si dimette lui lo licenziamo noi“, ha promesso ieri l’animatore del Movimento 5 Stelle sul suo blog, annunciando una manifestazione organizzata per “chiedere la testa” (politica) dell’inamovibile ciellino.
Sanità malata – L’appuntamento è fissato per il 7 luglio prossimo (alle ore 17,00) a Milano. Da lì la “folla” mobilitata da Beppe Grillo rinnoverà al governatore Roberto Formigoni l’invito a rassegnare le dimissioni. “La sanità, di cui Formigoni si vanta sempre come eccellenza – ha scritto ieri sul suo blog il comico genovese - è in realtà la gallina dalle uova d’oro per faccendieri e politici. Formigoni è a capo del Consiglio regionale più indagato della storia, 12 su 80 consiglieri dei quali 2 ancora agli arresti e 4 – ha precisato Grillo - facenti parte dell’ufficio di presidenza”.
Firme false - “Che questo Consiglio regionale fosse nato sotto una cattiva stella lo si sapeva fin dall’inizio – ha rincarato l’ideatore del Movimento 5 Stelle - Formigoni innanzitutto era incandidabile perché è al suo quarto mandato, benché la legge 165/2004 vietasse più di due mandati consecutivi, con il silenzio complice del pdmenoelle in analoga situazione in Emilia con Vasco Errani. E in ultimo – ha aggiunto il blogger - perché la sua candidatura è stata sostenuta da firme irregolari, salvato dall’intervento del decreto salvaliste, e da quasi mille firme false”.
Maria Saporito
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