Alfano: Serve una terapia choc per abolire l’Imu
I problemi legati alla stabilità dell’euro e le incognite sulla politica nazionale: sono questi solo due dei tanti temi passati in rassegna dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, in un’intervista concessa oggi al Corriere della Sera.
La verità sul Cavaliere - “Serve un’operazione verità: per mesi è circolato il grande inganno per cui sarebbe bastato un passo indietro di Berlusconi per risolvere i problemi del paese”. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, è tornato a denunciare oggi – dalle colonne del Corriere della Sera – quella che a suo parere è stata l’ingiusta “deposizione” del Cavaliere, costretto alle dimissioni dallo spread e dalla scarsa affidabilità riconosciuta al suo operato politico.
Europa incompiuta - “Il problema è e resta l’incompiutezza dell’attuale Europa – ha osservato il pidiellino - che lascia spazio agli eccessi di rigidità di una Germania che rischia di essere sempre più forte, ma in un panorama di ruderi. Siamo in guerra, anche se non sentiamo il rumore delle bombe”. Cosa fare, allora? “Occorre riprendere tutto dalle radici più profonde – ha continuato nella sua analisi l’ex Guardasigilli - la vera risposta è quella di realizzare al più presto una piena unità europea (politica, economica, finanziaria, fiscale), accompagnata da un radicale cambio di missione della Bce, che la trasformi in un soggetto prestatore di ultima istanza”.
Imu da abolire – E virando su problemi più specificamente italiani, il segretario del Pdl non ha disdegnato di affrontare temi dal forte appeal elettorale: “Stiamo curando il sintomo, cioè lo spread, ma ora occorre curare la malattia, la montagna del debito – ha precisato Alfano - Ci sono tutte le condizioni per avviare con decisione una terapia-choc, un grande progetto di abbattimento del debito, facendo dimagrire lo Stato e non i cittadini”. ”Lo strumento è un grande fondo al quale conferire beni immobili e anche alcuni beni mobili – ha spiegato il segretario del Pdl - Avremmo anche disponibili somme per dare respiro all’economia, abolendo l’Imu sulla prima casa e avviando un percorso di riduzione della pressione fiscale per tutti”.
La differenza col Pd – Di più: “Con una pressione fiscale al 55% – ha notato Alfano - non c’è economia al mondo che possa ripartire. Sta qui la contrapposizione con il Pd. La scorsa settimana, la conferenza di Bersani e la mia hanno avuto un merito: quello di rendere chiare due visioni contrapposte. Loro come partito ‘tassa e spendi’, noi – ha evidenziato il pidiellino - come partito del ‘meno debito e meno spesa per ottenere meno tasse‘. So che c’è nervosismo del Pd su questo punto, ma hanno uno schema mentale che si ripropone sempre uguale a se stesso: l’intervento sulla ricchezza privata”.
L’avviso a Casini – E sulla possibile intesa tra Pd, Sel e Udc, il segretario del Pdl non ha fatto mistero del suo scetticismo: “Come farà il capo di un partito moderato – si è chiesto riferendosi a Casini - a farsi dettare la linea economica dal Pd e dalla Cgil? Se ci sono riusciti con il governo Monti in alcuni decisivi passaggi, figuriamoci con il Pd al governo. Davvero Casini pensa che l’interesse dei commercianti, degli artigiani, degli agricoltori, degli imprenditori, sia quello di una politica in cui la pressione fiscale resti altissima e in cui la linea sul lavoro la dia la Camusso?”.
Maria Saporito















