Bertolaso: Ma che berlusconiano? Il mio referente era Napolitano
Dall’Africa – dove si trova da mesi per prestare servizio medico alle popolazioni flagellate dalla malaria – l’ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha rilasciato una lunga intervista al Fatto Quotidiano. Una confessione a cuore aperto, in cui l’ex Mister Emergenza ha smentito la sua “fede” berlusconiana e invitato i mezzi d’informazione a pubblicare tutte le intercettazioni che lo riguardano.
Anomalia fastidiosa - E’ un Guido Bertolaso apparentemente “riappacificato”, ma in realtà fortemente risentito dai tanti scandali che – a suo giudizio – lo hanno ingiustamente travolto, quello che si è raccontato oggi in una lunga intervista al Fatto Quotidiano. Interpellato sui troppi poteri concessi alla “macchina” della Protezione civile da lui guidata fino a poco tempo fa: “C’era una realtà che nel penoso panorama burocratico del nostro paese dava fastidio – ha osservato Bertolaso - Un’anomalia positiva che imbarazzava le gestioni non esattamente esemplari dei carrozzoni di Stato”.
Mai votato il Cavaliere - “Eravamo la straordinaria eccezione che si è scelto di eliminare senza poi curare minimamente l’ordinario – ha continuato l’ex numero uno della Protezione civile – pagano i cittadini, non c’è da stupirsi”. E sui suoi “idilliaci” rapporti con l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “L’accusa di essere un berlusconiano di ferro mi brucia. Non lo sono mai stato. Stimo Berlusconi, ma non l’ho mai votato“.
Nessuna cricca – Quanto alla sua presunta partecipazione alla cosiddetta “cricca” e al sistema “gelatinoso” incardinato su appalti milionari e benefit di ogni genere: “La mia estraneità a quel sistema è talmente evidente che in un’aula, nell’arco di una settimana, se si troverà un giudice bravo, ne sarò fuori”, ha assicurato. “Esistevano rapporti inopportuni tra funzionari dello Stato e imprenditori – ha precisato Bertolaso - ma non esisteva una cricca”.
Intercettazioni tacitate - Non solo: l’ex Mister Emergenza ha voluto dire la sua anche sul tema caldo delle intercettazioni, “rinverdendo” il ricordo di alcune conversazioni avute con Giorgio Napolitano in persona: “Ricordo perfettamente le telefonate e confermo che non c’è nulla di riservato – ha affermato il medico dall’Africa - Non parlo dei contenuti e mi limito a sottolineare un dettaglio. Repubblica le ha, ma non le pubblica”. Il motivo? “Non vorrei ci fosse una ragione politica – ha affondato Bertolaso – Forse leggendo il testo dei dialoghi tra Bertolaso, braccio armato di Berlusconi, e Napolitano, si sarebbe finalmente capito chi era davvero il mio referente“.
Maria Saporito
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