Monti: Con Berlusconi spread a 1200. E il Pdl vota contro il governo
L’intervista di Monti – In un’intervista rilasciata circa un mese fa al Wall Street Journal, e pubblicata solo oggi, il premier si lascia scappare un commento sull’ex presidente Berlusconi: “Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile“.
Da Palazzo Chigi arrivano immediate precisazioni: “Non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del passato esecutivo. Si tratta solo di una stima. Quella cifra viene da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato. E’ noto che lo spread in sei mesi era salito dai 150 punti base di maggio ai 550 di novembre“.
Il Pdl attacca – La nota di Palazzo Chigi non basta a placare la bufera politica. Il Pdl si scaglia direttamente contro il governo e il suo presidente. “Dal premier una provocazione inutile e stupida. Abbiamo l’impressione che il presidente Monti dovrebbe avere una maggiore sobrietà nelle sue interviste a giornali esteri. Capiamo che gli può risultare sgradito il fatto che il saliscendi degli spread sta avvenendo anche durante il suo governo e che ciò può averlo innervosito, ma questo non giustifica una provocazione tanto inutile quanto stupida che rinviamo al mittente“, è il commento di Cicchitto.
Il voto contrario – La polemica non risparmia l’Aula, dove a breve ci sarà il voto finale sulla spending review. Il Pdl, infatti, manda sotto il governo su un ordine del giorno del decreto per la spending review che riguarda la sicurezza.
Nonostante il partito di Berlusconi, avesse già confermato la fiducia, il voto contrario è comunque un chiaro segnale che le idee possono cambiare.
Matteo Oliviero
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