Pane e libertà: Pierfrancesco Favino nei panni di Giuseppe Di Vittorio, stasera su Rai1
Pane e libertà, la fiction – Questa sera, alle 21.20 su Rai1, viene riproposta la fiction Pane e libertà, che racconta la storia del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio, interpretato da Pierfrancesco Favino, per la regia di Alberto Negrin.
Giuseppe Di Vittorio – Siamo in Puglia alla fine dell’Ottocento. Dopo la morte del padre, il piccolo Giuseppe Di Vittorio è costretto a lavorare come spaventacorvi assieme ai braccianti di Cerignola per sostenere i bisogni della famiglia. Sfruttato dai marchesi Rubino-Rossi, maltrattato dai padroni della terra, assiste impotente all’uccisione di un amico, colpevole di aver chiesto un pezzo di pane in più da mangiare. Malgrado la giovane età, comincia a fare tesoro dei dolori e delle perdite subite, e da semianalfabeta si trasforma poco a poco in un sindacalista rivoluzionario, difensore dei diritti dei lavoratori e della dignità umana. Bersagliere a Monte Zebio, comunista al fianco di Gramsci e Togliatti, combattente antifascista durante la guerra civile spagnola, incarcerato dai nazisti a Parigi e poi liberato dai partigiani, Di Vittorio è stato anche combattente tra le file delle Brigate Garibaldi. Ed ha continuato a lottare per l’unione di comunisti, socialisti e democristiani in un unico sindacato, la Cgil. Tra delusioni, ammutinamenti e piccole conquiste sociali, è riuscito a diventare segretario della Federazione Sindacale Mondiale, e a perseguire il suo ideale di libertà e uguaglianza fino alla morte.
Una vita incredibile che la memoria ha messo da parte troppo presto. La fiction di Negrin punta la macchina da presa sulle tappe formative di una delle personalità più importanti della storia del sindacalismo in Italia. Il regista evita accuratamente la spiccia filosofia da supereroe, e prende in mano la vita di Di Vittorio, prima spezzandola in piccoli pezzi che simboleggiano gli ostacoli da superare, poi ricomponendola in un racconto epico che ha la leggerezza della favola e il rigore di un racconto didascalico. A rendere ancora più commovente lo straordinario percorso di vita del “sindacalista della moto rossa”, ci pensa la musica di natura popolare di Ennio Morricone che accompagna le decisioni e i punti di svolta di Di Vittorio, attribuendogli una dimensione di ordine epico. La fiction diventa così un’opportunità per conoscere un personaggio rimasto nell’ombra ma che ha contribuito a rendere più giusta la condizione dei lavoratori, “perché i lavoratori non hanno colore, sono tutti uguali, hanno tutti lo stesso odore”.
G. T.
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