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9 ottobre 2012A cura di:Maria Luisa Fortuna

Striscia la Notizia: le indagini di Stefania Petyx e Moreno Morello

GREGGIO HUNZIKER 294x196 Striscia la Notizia: le indagini di Stefania Petyx e Moreno Morellopetix zoom 396x470 247x294 Striscia la Notizia: le indagini di Stefania Petyx e Moreno Morellomoreno morello 235x294 Striscia la Notizia: le indagini di Stefania Petyx e Moreno MorelloStriscia la Notizia- Il  telegiornale satirico, in onda su Canale 5 alle 20.40 circa, ideato e scritto da Antonio Ricci, e condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker nel corso della puntata di ieri sera, lunedì 8 ottobre, ha mostrato Stefania Petyx  che si è occupata del bike sharing a Siracusa invece Moreno Morello ha indagato sulle vendite piramidali on-line.  

 Stefania Petyx e il bassotto- Ieri sera a Striscia la Notizia, Stefania Petyx e il suo fedele bassotto erano a Siracusa sulle tracce delle 450 biciclette poste in 15 punti della città in occasione del G8 Ambiente che si è tenuto nell’aprile del 2009 e misteriosamente scomparse, pochi giorni dopo l’evento. I mezzi a due ruote, costati un milione e 300 mila euro, sono stati pagati dalla Regione Siciliana e dal Ministero dell’Ambiente. L’inviata di Striscia è riuscita a ritrovare tutte le bici e anche numerosi autobus elettrici abbandonati nell’area un tempo occupata dal mercato ittico cittadino. Poi, ha incontrato l’Assessore alla Viabilità del Comune di Siracusa e gli ha chiesto quando il servizio di bike sharing verrà ripristinato: riuscendo a strappare la promessa che entro l’anno tutto tornerà a funzionare.

Moreno Morello- Invece Moreno Morello, ha smascherato una vendita piramidale tramite Internet: un collaudato meccanismo, legato a un social network virtuale, che promette lauti guadagni, legati però al reclutamento di altre persone. L’accesso al sistema si è potuto realizzare diventando ‘agenti Avatar’ e sborsando pro-capite 3.000 euro, ma chi ci guadagna sono sempre e solo gli organizzatori. Infatti, ci si è trovati di fronte a quella che viene chiamata normalmente “catena di Sant’Antonio”, che è illegale e per cui si rischia il carcere, come conferma al candido inviato veneto, il Segretario generale dell’Unione Consumatori. La Guardia di Finanza di Roma, poi, aveva appena arrestato per truffa quattro persone accusate di avvalersi di questo metodo per la vendita e l’acquisto di prodotti virtuali on-line.

Maria Luisa L. Fortuna

 

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