Pd: Renzi e Cuperlo distanti (anche) sulla legge elettorale

Cuperlo e Renzi

 

I candidati alla segreteria del Pd sono quattro, ma per tutti Matteo Renzi e Gianni Cuperlo sono quelli destinati a contendersi realmente la guida del partito. Le marcate differenze tra il rampante sindaco di Firenze e il navigato dirigente sono tante e coinvolgono questioni di focale importanza, come la riforma della legge elettorale.

“Se vinco io, il Pd presenterà una proposta di legge elettorale molto netta che imponga il bipolarismo e l’alternanza – ha messo in chiaro, in un’intervista all’Unità, Matteo Renzi – Io voglio che le larghe intese non tornino mai più. Se qualcuno immagina che le larghe intese siano il futuro, e non mi riferisco a Enrico Letta che è un convinto bipolarista, sappia che con noi non riusciranno”.

E interpellato sulla possibilità di gestire il partito “in armonia” con Gianni Cuperlo: “È prematuro – ha risposto Renzi – Ma io quando dico che voglio rottamare le correnti non faccio propaganda. Non voglio che il Pd viva di correnti, non sono per i più fedeli – ha spiegato l’ex “rottamatore” – ma per i più capaci”.

A tradire scarso entusiasmo su un’ipotetica “cogestione” del partito è stato anche Gianni Cuperlo: “I ticket che dobbiamo scongiurare sono quelli sanitari, di altri ticket non abbiamo alcun  interesse a discutere”, ha tagliato corto il “dalemiano”. Che sulla possibilità di cambiare velocemente il tanto chiacchierato Porcellum ha messo le ganasce: “La legge elettorale non si fa a spallate o a colpi di maggioranza – ha spiegato Cuperlo – Occorre, per vararla, una maggioranza più ampia di quella che ora regge il governo”.

 

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