Venezuela in fiamme: ultimatum del dittatore Maduro

Il dittatore del Venezuela Maduro, secondo i bene informati, comincerebbe a temere per la sua vita. In una recente conferenza stampa in cui hanno partecipato solo giornalisti in linea con il suo governo, dal momento che i consolati e le ambasciate non rilasciano permessi di ingresso ai giornalisti stranieri per timore che si diffonda nel mondo la verità, si è detto preoccupato dal fatto che gli Stati Uniti starebbero organizzando la sua cattura e omicidio. Una delle sue solite fantasie, sostengono coloro che lo conoscono bene.

Il personaggio Maduro è tra i più bislacchi che mai siano stati alla guida del Venezuela: oltre ad essere colombiano di nascita e non venezuelano, come richiesto dalla legge, ha spesso dimostrato una grande ignoranza sia in campo politico che geografico, rasentando il ridicolo quando ha sostenuto, in pubblico, di ricevere ogni notte la visita di un uccellino, reincarnazione di Chávez, per suggerirgli i passi da compiere.

Il dramma del Venezuela, però, è tutt’altro che allegro. Molti i morti e i feriti: studenti, anziani, bambini. Le forze dell’ordine, le squadracce paramilitari di governo, i teppisti armati da Maduro e i militari provenienti da Cuba sparano sulla gente, arrestano, torturano, violentano e uccidono. Una situazione che non può, assolutamente, continuare. L’attuale governo viene sostenuto da Castro per ovvi interessi personali.

Di fronte a tale massacro l’Italia resta ancora tiepida, i giornali dedicano pochissimo spazio, forse perché, inconsciamente, non si vuole accettare che il Chavismo sia stato un grande fallimento e una messa in scena per il mondo che non poteva, certamente, vedere in profondità, in quale situazione sia arrivata il Venezuela. Bisogna tirare fuori la testa dalla sabbia e renderci conto che non solo la rivoluzione chavista era una chimera, ma è diventata, da subito, la scusa per una dittatura distruttiva del Paese. I poveri sono aumentati e oggi non dispongono nemmeno di briciole, dal momento che nessuno vuol più produrre nulla; sia gli eredi del caudillo Hugo Chávez che Maduro e tutto il suo entourage, sono tra le persone più ricche al mondo.

La comunità Italo-Venezuelana in Italia chiede a gran voce che si dedichi più spazio all’emergenza Venezuela e si susseguono le manifestazioni di sensibilizzazione così al centro, come al nord e al sud Italia, isole comprese. La Mediacontact Communications metterà presto on line un video denuncia e sensibilizzazione in cui il testimonial sarà proprio Cosmo de La Fuente, come portavoce della comunità, per sensibilizzare l’Italia e per far giungere al Venezuela l’incoraggiamento da parte dei venezuelani presenti in Italia.

Non solo è il paese più pericoloso al mondo e quindi non si ha la possibilità di girare tranquillamente in strada, ma non esiste libertà di alcun tipo. I giornalisti non in linea con il governo o si sono autoesiliati per evitare il peggio, o sono in galera, come del resto è in carcere il leader dell’opposizione Leopoldo López. Una cosa è certa: in Venezuela non si sa cosa sia la democrazia.
Da molte settimane la gente è scesa in strada, si tratta della classe dei più, quella dei poveri, mentra la classe dei ricchi è quella di governo, la casta di Maduro che vive tra agi e sicurezza, mentre la gente fa code di ore anche soltanto per un tozzo di pane. La partecipazione al programma MezziToni di Capuozzo su Tgcom24 (1°link) e l’articolo de La Stampa (2°link) hanno aperto una finestra sulla verità venezuelana.

I prossimi giorni saranno determinanti perché nonostante Maduro abbia ordinato di liberare le piazze, i manifestanti hanno risposto con un deciso ‘NO’. Vedremo le ripercussioni da parte di questo Regime militare dittatoriale che, ormai, non ha nessun motivo di essere. I venezuelani chiedono il ‘cambio’, elezioni reali, non nelle mani del governo, subito e la possibilità di ristabilire la democrazia.

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