Rapporto Amnesty: Russia compie crimini di guerra in Siria

Amnesty International ha diffuso oggi un rapporto nel quale denuncia la morte di decine di civili durante i bombardamenti compiuti dall’aviazione russa tra settembre e novembre. Si tratta di 6 attacchi sferrati nelle province di Iblib, Aleppo e Homs, zone nelle quali non è stata riscontrata la presenza di gruppi armati né di obiettivi militari e che sono costati la vita ad almeno 200 civili. Non è la prima volta che Mosca viene accusata di utilizzare la propaganda anti jihad per colpire direttamente la popolazione siriana ostile al presidente filo-russo siria2222Bashir al Assad anzi, in passato i vertici militari del Cremlino si sono spinti ancora oltre mostrando, in conferenza stampa, le foto satellitari di una presunta moschea della cui distruzione erano stati accusati. Soltanto giorni dopo ci si rese conto, però, che quelle foto riguardavano una moschea completamente diversa da quella imputata.

Non finisce qui, il rapporto di Amnesty, perché gli esperti in materia di armi che hanno analizzato uno degli attacchi, nello specifico quello che il 15 ottobre si svolse nella provincia di Homs e nel quale furono uccisi 32 bambini e 11 donne che avevano cercato rifugio nello scantinato di un palazzo, sostengono che la natura della distruzione indica il possibile uso di bombe termobariche, che sono gli ordigni non nucleari più potenti in circolazione. Ma non c’è solo questo, a parlare del dramma in cui è stretta la Siria: bombe prive di sistemi di guida hanno colpito centri abitati e mercati, e si è praticamente certi dell’uso di armi vietate a livello internazionale come le bombe a grappolo. Crimini di guerra dei quali il rapporto, oggi, ha coraggiosamente denunciato l’esistenza.

di Giuseppe Caretta

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