Ricordando Ayrton Senna, attraverso 10 curiosi aneddoti

Senna vittorioso in Brasile

E’ probabilmente uno dei piloti più forti della storia della Formula Uno. Sicuramente, è stato tra i più sfortunati (lasciandoci a soli 34 anni, nel Gran Premio di San Marino del 1994). Parliamo del brasiliano Ayrton Senna, ex pilota di Toleman, Lotus, McLaren e Williams, tre volte campione del Mondo.

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita (era nato il 21 marzo del 1960) vogliamo ricordarlo con alcuni aneddoti che lo riguardano. E che molti sicuramente non conosceranno.

1. La sua prima gara nel difficilissimo circuito di Monaco, nel 1984, è considerata ad oggi una delle più belle corse di tutti i tempi: sotto una pioggia battente arrivò secondo, dietro Prost (uno dei dominatori dei tempi, di cui divenne principale rivale) e dopo essere partito dalla tredicesima posizione. Ai tempi conduceva una Toleman, macchina che nel corso della sua breve storie non vinse nemmeno un Gran Premio. L’impresa di Senna è quindi ancor più notevole.

2. Di Monaco, è il Principe. Ad oggi è il pilota con più successi nel Principato, avendo vinto il Gran Premio per 6 volte.

3. E’ stato un grande giocatore di scacchi (leggendarie le partite con Sir Fran Williams, proprietario dell’omonima scuderia) ed un profondo pensatore. Di lui, è possibile trovare una quantità enorme di citazioni (e dire che si tratta di un semplice centauro). Noi ve ne proponiamo una: “Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E Immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto“.

4. Ha fatto parecchia carità, senza ottenerne pubblicità in cambio: alla sua morte, si scoprì che Ayrton Senna aveva donato oltre 400 milioni di dollari della propria fortuna personale per i bambini meno fortunati. Durante la vita, non fece emergere nessun dettaglio di questa propria attività caritatevole.

5. Senna vinse il primo Gran Premio in casa (nel 1991) potendo usare – sotto finale – soltanto la sesta marcia: nonostante ciò, riuscì a vincere la corsa e tale fu la fatica fisica per mantenere la macchina che dovette essere sostenuto al momento di uscire dall’abitacolo.

6. Grazie a Senna, la Audi costruisce macchine in Brasile. Poco prima della sua morte, Senna andò ad Ingolstadt e firmò un contratto con la Audi per importare le A3. In seguito, la Audi Senna Ltda. costruì una fabbrica che – ad oggi – continua a produrre macchine in Brasile (anche se adesso è al 100% della Audi).

7. Sempre grazie a Senna – e alla sua sfortunata ultima gara – adesso i piloti corrono in condizioni di sicurezza decisamente maggiori (è anche grazie a lui se Alonso è ancora vivo).

8. Senna previde che qualcuno sarebbe morto sulla maledetta curva del Tamburello: cinque anni prima, andò assieme al compagno di scuderia Gerhard Berger a fare un sopralluogo nel tracciato bolognese e notò come sarebbe stato importante spostare il muro di recinzione. Cinque anni dopo, la fatalità.

9. Fu trovata una bandiera austriaca nella sua macchina, al momento della morte: Senna avrebbe infatti voluto dedicare la vittoria a Roland Ratzenberger, pilota morto giusto il giorno prima durante le prove (il GP di San Marino, in tal senso, può essere considerato un vero e proprio Gran Premio stregato).

10. Ad oggi, Senna è tra i piloti più amati della storia. E se in Brasile ebbe uno dei funerali più partecipati di sempre (con tre milioni di persone sulle strade per la processione del suo carro funebre), ad oggi la Williams lo ricorda con una scritta sulle monoposto della scuderia.

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