Ministro Calenda: “Consob ha fatto gravi errori. La Gabanelli ha ragione”

Ancora una pioggia di polemiche sul presidente della Consob, Giuseppe Vagas. Dopo le critiche del Movimento Cinque Stelle e quelle mossegli da diverse associazioni dei consumatori, adesso è la volta del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

Carlo-Calenda

Il destro glielo offre uno speciale del programma condotto da Milena Gabanelli su Rai tre. Nella puntata di Report, che affrontava le anomalie procedurali rispetto alle quattro banche messe in risoluzione l’anno scorso (Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chieti), la Consob veniva accusata di non aver “mai introdotto gli scenari probabilistici di rendimento nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie”, secondo il Regolamento intermediari del marzo 2009 firmato da Lamberto Cardia. In questo documento, prosegue Report, si afferma che “per illustrare il profilo di rischi o di strutture complesse, è utile che l’intermediario produca al cliente anche le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologie oggettive.” Immediata la replica: “La Consob- si legge in una nota ufficiale – non ha mai abrogato l’obbligo di inserire gli scenari probabilistici di rendimento (…) per il semplice fatto che non è mai stato introdotto, né a livello nazionale, né a livello europeo, alcun obbligo di includere nei prospetti questa informativa.”

A tale affermazioni, quindi, il ministro Calenda non ha dato alcuna credibilità. Rispondendo ad una precisa domanda durante un’intervista rilasciata a Giovanni Minoli su Radio24 ha affermato che “non sta al governo commentare l’operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione.” Nessuno più, a questo punto, ha intenzione di giustificare il numero uno della Consob: “Dopo le dichiarazioni del ministro Calenda, a Vagas non resta che dare le dimissioni- tuona il segretario nazionale dell’associazione dei consumatori, Massimiliano Dona- anche solo per un fatto di opportunità, per evitare di danneggiare l’immagine della Consob e preservare l’istituzione”.

Giuseppe Caretta

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