7 funzionari sotto inchiesta per omissione di vigilanza su farmaci pericolosi

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Avrebbero omesso di vigilare sul regime delle sostanze che provocano l’anoressia, questa è la grave accusa formulata dalla Guardia di Finanza a sette alti dirigenti del Ministero della salute. Dall’indagine è risultato che in Italia è possibile acquistare alcune sostanze messe al bando dalla Food and Drug Amministration, non sotto forma di medicinali, ma come preparati galenici: prodotti creati nei laboratori delle farmacie.

L’indagine parte dal 2009 quando i parenti di Luigi Marzulli, morto a causa di un farmaco killer utilizzato come cura dimagrante, hanno intentato causa alle farmacie che vendono la Fendimetrazina. In seguito agli esposti presentati alla procura dal padre di Luigi Marzulli la sostanza è stata vietata dal commercio, ma a quanto pare solo per essere rimpiazzata da un’altra altrettanto letale, la Norefedrina (ritirata solo a partire dal 2015).

Gli indagati sarebbero dunque colpevoli non solo della morte di Marzulli, ma anche di quella di una donna romana e dell’ictus accusato da un’altra donna nel 2014, entrambe facenti uso della Norefedrina per perdere peso. Negli anni passati i colpevoli si sarebbero inoltre macchiati di intralcio alla giustizia asserendo che la sostanza in questione in realtà sarebbe stata legale in Italia, ma il loro ricorso in appello è stato rigettato dato che la Norefedrina è illegale da più di 20 anni.

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