Induzione al voto di scambio, blitz GdF in Regione Campania

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La Guardia di Finanza ha messo a segno un blitz presso gli uffici della Regione Campania per acquisire l’elenco dei sindaci che parteciparono all’incontro col governatore De Luca durante la campagna referendaria. Nella sede della Regione si sono recati i militari del nucleo di Polizia tributaria.

Nell’incontro in questione, finito sotto il mirino della Guardia di Finanza, il governatore della Regione Campania invitava i sindaci ad attivarsi con grande impegno per convogliare quanti più voti possibili a favore del Sì al referendum sulla riforma costituzionale. Il tutto utilizzando un linguaggio a dir poco colorito.

E’ stato proprio l’audio di quella riunione a far partire l’inchiesta da parte della GdF, che ipotizza il reato di induzione al voto di scambio. 

Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza è stato voluto dal pm Stefania Buda, titolare dell’inchiesta in cui si ipotizza il reato di induzione al voto di scambio nei confronti di Vincenzo De Luca.

In particolare, gli inquirenti vogliono verificare chi, tra i sindaci, ha partecipato alla riunione e se ci sono state particolari pressioni – o anche promesse – per spingere il più possibile ad impegnarsi a favore della campagna referendaria per il Sì.

La vicenda ha scatenato una fortissima polemica a livello nazionale, in particolare, come detto, per il linguaggio utilizzato da De Luca: sulle tante ‘battute’ esternate dal governatore della Regione Campania, quella che ha fatto più scalpore riguarda la cosiddetta “frittura di pesce” che il sindaco di Agropoli avrebbe dovuto offrire ai suoi concittadini.

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