Almaviva, confermato il licenziamento di 1666 dipendenti

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Il mancato accordo, l’ennesimo,  tra Almaviva Contact ed i sindacati ha sancito il definitivo licenziamento di 1666 impiegati facenti parte della sede romana del call center.

La notte tra il 21 ed 22 dicembre, giorno in cui le RSU capitoline hanno rifiutato l’accordo di mediazione proposto dal governo (lo stesso che le RSU di Napoli) che permetteva ai lavoratori 3 mesi ulteriori di tempo, coperti dalla cassa integrazione, per trovare un intesa con l’azienda permettendo di contenere i costi del lavoro e di recuperare la produttività, è stata decisiva per l’esito della trattativa.

La decisione del 22 dicembre aveva causato un forte malcontento tra i lavoratori convinti che quei tre mesi di tempo sarebbero stati utili a trovare un accordo e a salvaguardare il proprio posto di lavoro. Il giorno dopo sono cominciate le manifestazioni a cui si è aggiunta una raccolta firme a dimostrazione della loro volontà, ovvero rinegoziare i termini dell’accordo precedentemente rifiutato sulla base di quello accettato dai lavoratori di Napoli.

Seguendo la volontà dei lavoratori i sindacati hanno fatto di tutto per convocare un nuovo incontro proprio oggi, a mediare tra azienda e sindacati c’erano il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ed il vice ministro Teresa Bellanova, ma tutto è stato inutile. L’azienda infatti si è opposta strenuamente alla riapertura delle trattative motivando la decisione con difficoltà di tipo legale e procedurale ineludibili.

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